Il processo a Ciro Grillo per stupro di gruppo.
Questa mattina, davanti al tribunale di Tempio, è ripreso il processo che vede imputati per violenza sessuale di gruppo Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5s e altri tre ragazzi per i fatti che sarebbero avvenuti nell’estate del 2019 in Costa Smeralda, ai danni di due ragazze. Gli imputati non erano presenti in aula.
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La richiesta dei 9 anni.
Secondo il procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, ha confermato la richiesta di condanna a 9 anni di carcere per i presunti stupratori. Il cuore del caso risiede nella contrapposizione tra le versioni contrastanti degli imputati e la costanza della presunta vittima. Il pm ha sostenuto che gli imputati sono inattendibili, poiché cambiano continuamente versione dei fatti, mentre la ragazza ha sempre mantenuto una ricostruzione coerente. Capasso ha inoltre contestato la ricostruzione temporale proposta dalla difesa, ritenendola contraria a ogni evidenza e distante dalle risultanze investigative.
Per il procuratore, tutti e quattro gli imputati hanno partecipato alla violenza sessuale di gruppo, compreso Francesco Corsiglia, che aveva sostenuto di aver avuto un rapporto consenziente con la ragazza prima di andare a dormire. Capasso ha anche ritenuto inattendibile una delle testimoni chiave della difesa.
L’avvocata della ragazza.
È intervenuta poi l’avvocata Giulia Bongiorno, legale della giovane, oggi 25enne, che ha sottolineato la sofferenza della vittima e criticato la strategia difensiva. Ha spiegato che durante il processo era stata effettuata una vera e propria radiografia alla vita della sua assistita, con domande che arrivavano fino alle scuole elementari frequentate. Bongiorno ha descritto la reazione della ragazza alla violenza, osservando che le donne violentate muoiono dentro e, per sopravvivere, fingono di essere come prima, e che la sua assistita non riusciva a urlare perché durante una violenza sessuale ci si sente annichiliti e annientati.
Le offese alla ex studentessa.
La legale Bongiorno ha precisato che la sua assistita è stata screditata sulla sua vita privata e sulla sua sessualità e ha dichiarato che assolvere gli imputati significherebbe legittimare affermazioni offensive sulla vittima, come quelle secondo cui sarebbe stata considerata una ”puttana” per aver denunciato i fatti.
Cosa si attende domani.
La sentenza è prevista per domani, mercoledì 3 settembre, e potrebbe essere presente anche la presunta vittima della violenza sessuale, come ha confermato la legale, che ha aggiunto di essere ancora indecisa sulla sua partecipazione.
