Sorpresa in Gallura: ecco quali sono i due comuni più ricchi

yacht Costa Smeralda

Golfo Aranci e Loiri tra i comuni più ricchi in Gallura.

In un’Isola dalle mille sfaccettature economiche, la Gallura si conferma come uno dei motori pulsanti della Sardegna, sebbene le distanze tra i centri costieri e l’immediato entroterra disegnino una geografia del benessere tutt’altro che uniforme. Analizzando i dati fiscali dei comuni galluresi, emerge un quadro dove il turismo d’élite e l’indotto portuale dettano legge, lasciando ai centri più interni e rurali il compito di rincorrere. L’analisi mostra il numero dei contribuenti, l’imponibile medio e reddito imponibile.

Golfo Aranci è il decimo comune per ricchezza.

In cima alla piramide della ricchezza dei comuni sardi svetta la Gallura con Golfo Aranci, che si piazza nella top 10 in Sardegna. Con un reddito medio che sfiora i 23.000 euro, il paese costiero non solo guida la classifica locale, ma si piazza ai vertici regionali, tallonando le grandi realtà urbane come Cagliari e Sassari, primo e quarto più ricchi. Poco distante si posiziona Loiri Porto San Paolo (11), che consolida la sua posizione di centro residenziale e turistico di alto profilo, superando la soglia dei 22.800 euro per l’imponibile medio.

Arzachena e San Teodoro.

Il cuore pulsante del turismo internazionale, Arzachena, si attesta su una media di 22.555 euro posizionandosi al 14esimo posto. È un dato che riflette la potenza della Costa Smeralda, pur mediata da una popolazione residente numerosa e variegata. Sorprende ma non troppo la performance di San Teodoro (15esimo), che con 22.362 euro conferma come il litorale nord-orientale sia una vera e propria “miniera d’oro” fiscale.

Olbia, la “capitale” economica del territorio, si posiziona subito dopo con 22.274 euro, al 19esimo. Il dato olbiese è significativo: nonostante sia una città di grandi dimensioni con periferie complesse, la forza del settore dei servizi, dei trasporti e della nautica mantiene il reddito pro capite su livelli d’eccellenza. A breve distanza segue La Maddalena (20), che con i suoi 22.141 euro dimostra una tenuta economica solida legata alla sua natura insulare e turistica.

I comuni intermedi della Gallura.

Al 42esimo posto con 20923 euro complessivi di reddito si posiziona Aggius, seguita da Palau (45) e un patrimonio di 20.720 euro. Aglientu si posiziona al 53esimo con 20.214 euro e Tempio (60) con 20.112 euro. Scendendo troviamo Budoni (72) con 19.846 euro e Monti (111) con 19.103 euro. Telti, 124esima con 18.943 euro e Santa Teresa Gallura (138esima), quest’ultima attestata sui 18.687 euro, una cifra che segna l’inizio di una fascia intermedia dove il benessere è diffuso ma meno concentrato rispetto alle “big” del turismo. In questa zona mediana si inseriscono anche centri come Calangianus, storico polo del sughero, e Badesi, entrambi intorno ai 18.400 euro.

I meno ricchi.

Ancora più staccati sono i comuni di Trinità d’Agultu e Vignola, Berchidda e Bortigiadas, che oscillano tra i 17.800 e i 17.000 euro. Nella parte bassa della classifica territoriale troviamo i comuni che più risentono dell’isolamento geografico o della crisi dei settori tradizionali. Sant’Antonio di Gallura e Luogosanto si attestano rispettivamente sui 17.106 e 16.690 euro. A chiudere la marcia gallurese sono centri come Luras e Aggius (quest’ultima curiosamente più alta in classifica generale ma più bassa per dinamiche interne recenti), con Luras che si ferma a 17.392 euro.

Il dato che emerge chiaramente è la polarizzazione costiera: più ci si avvicina al mare e alle rotte del turismo globale, più il portafoglio dei cittadini si gonfia. Per l’entroterra, la sfida resta quella di trasformare l’immenso patrimonio enogastronomico e ambientale in una ricchezza che possa accorciare le distanze con lo scintillio della costa.

Condividi l'articolo