Santa Teresa e servitù militari: l’iniziativa di Giagoni arriva in Parlamento

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Dario Giagoni si rivolge a Crosetto sulle servitù militari in Sardegna.

Si muove sul piano parlamentare l’iniziativa del deputato Dario Giagoni, che ha presentato una lettera al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alle possibili modifiche della disciplina delle servitù militari in Sardegna. L’intervento arriva in risposta alle preoccupazioni espresse dal Partito Sardo d’Azione, in particolare dalla sezione di Santa Teresa Gallura, che nei giorni scorsi aveva denunciato il rischio di nuovi vincoli o ampliamenti delle aree militari nell’isola.

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Un allarme che si inserisce in un clima di crescente attenzione sul tema, alimentato anche da prese di posizione di amministratori locali, comitati e forze politiche. In questo contesto si colloca anche la mobilitazione registrata sul territorio, che ha contribuito ad accendere il dibattito pubblico e istituzionale. Parallelamente, sul piano politico nazionale, si è registrato il ritiro da parte di Fratelli d’Italia di una proposta di legge in materia di servitù militari: una decisione arrivata dopo le polemiche emerse in Sardegna e che rappresenta, nei fatti, uno stop alle ipotesi di modifica normativa.

Nell’atto parlamentare, Giagoni richiama il peso storico sostenuto dall’isola, che da decenni ospita una quota rilevante di installazioni e poligoni militari, con conseguenti limitazioni all’utilizzo civile del territorio. Una situazione che, sottolinea il deputato, ha alimentato nel tempo preoccupazioni diffuse tra le comunità locali, soprattutto per i possibili impatti ambientali, economici e sociali.

L’obiettivo dell’interrogazione.

L’interrogazione punta a fare chiarezza su eventuali piani in corso. In particolare, Giagoni chiede al Governo se siano allo studio modifiche o ampliamenti delle servitù militari, quali siano gli indirizzi programmatori del Ministero e se si intenda avviare un confronto preventivo con la Regione e gli enti locali.

Tra i punti centrali sollevati, anche il richiamo al principio di equa distribuzione territoriale delle infrastrutture della difesa, affinché il carico delle servitù non gravi in modo sproporzionato su un’unica area del Paese.

Il deputato sollecita inoltre il rispetto della trasparenza amministrativa e della leale collaborazione istituzionale, chiedendo che eventuali decisioni vengano condivise con i territori interessati prima della loro adozione.

L’iniziativa parlamentare si inserisce dunque in un quadro più ampio, segnato da una rinnovata attenzione sul tema e da una forte richiesta di coinvolgimento dei territori, mentre si attende ora la risposta del Ministero della Difesa, chiamato a chiarire scenari e intenzioni su una questione da sempre centrale nel dibattito politico e sociale sardo.

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