Il caso della diffamazione nell’ambito della contesa sui terrani del Mater di Olbia.
A Olbia si è chiuso un nuovo capitolo giudiziario legato alla lunga disputa sui terreni sui quali sorge l’ospedale Mater Olbia. Al centro della vicenda c’è una campagna di accuse che, secondo l’impianto accusatorio, avrebbe colpito un avvocato penalista coinvolto professionalmente nelle cause civili e penali connesse alla proprietà delle aree.
La storia nasce dalla battaglia portata avanti per anni da un imprenditore di Codrongianos, deciso a rivendicare presunti diritti di usucapione sui terreni. In questo contesto, il penalista Angelo Merlini ha assistito la società proprietaria dell’area, la Sardinia Healthcare and Research Properties, impegnata a tutelare la propria posizione.
Le pubblicazioni online e la diffamazione Mater.
Nel corso di questa disputa, su un sito di informazione online sono comparsi articoli e contenuti diffusi anche tramite social network che, secondo l’accusa, hanno attribuito al penalista comportamenti e deleghe ritenuti non veritieri. Da qui è nato il procedimento per la diffamazione riguardo a quegli stessi terreni sui quali è stato costruito il Mater di Olbia, con l’obiettivo di chiarire se quelle affermazioni avessero superato il limite del diritto di critica.
Le notizie, amplificate in rete, avrebbero coinvolto anche l’allora amministratore della società, Lucio Rispo, trascinato in un vorticoso susseguirsi di ricostruzioni ritenute false dalle parti civili.
Uno strascico della battaglia sui terreni.
Il processo per diffamazione rappresenta solo uno degli strascichi giudiziari di una vicenda più ampia. Già nel giugno 2024, infatti, lo stesso imprenditore era stato condannato a due anni di reclusione per tentata estorsione nei confronti della società proprietaria del Mater Olbia. Nonostante ciò, la contestazione sulla legittimità delle deleghe e sull’operato del penalista è proseguita, alimentando nuovi contenziosi.
Le parti civili e il risarcimento.
Nel procedimento per diffamazione si sono costituite parti civili Angelo Merlini e Lucio Rispo, che hanno chiesto tutela per i danni subiti alla reputazione. Le somme riconosciute a titolo di provvisionale, secondo quanto emerso in aula, verranno devolute in beneficenza, a sottolineare il valore simbolico dell’azione intrapresa.
L’attenzione del tribunale si è concentrata sul ruolo del direttore responsabile della testata online e sull’autore materiale delle pubblicazioni. Valutando la portata delle affermazioni e il loro impatto pubblico.
La decisione del tribunale.
La vicenda si è conclusa con la sentenza che ha riconosciuto la responsabilità degli imputati per la diffamazione sul caso del Mater di Olbia. Gian Franco Fadda è stato condannato a un anno di reclusione. Alessandro Marini a sei mesi, con il pagamento di una provvisionale di 15mila euro ad Angelo Merlini e di 10mila euro a Lucio Rispo.
