Contestati articoli e post legati alla lunga vicenda giudiziaria sull’area dell’ospedale.
La complessa vicenda giudiziaria sui terreni del Mater a Olbia è arrivata alla fase conclusiva anche sul fronte del processo per diffamazione. Al centro del procedimento ci sono Alessandro Marini e Gian Franco Fadda, direttore responsabile della pubblicazione online Sardegna Reporter, chiamati a rispondere del contenuto di una serie di articoli ritenuti lesivi della reputazione di un penalista coinvolto professionalmente nella gestione legale dell’area.
Secondo l’impianto accusatorio, i contenuti pubblicati avrebbero attribuito al professionista incarichi difensivi e ruoli mai conferiti dalla società proprietaria del Mater Olbia, la Sardinia Healthcare and Research Properties. Nei testi si faceva inoltre riferimento all’apertura di un’inchiesta penale a Roma, descritta come ampia e articolata, ma che – sempre secondo l’accusa – risulterebbe iscritta nel registro dei fatti non costituenti reato e quindi priva di indagati.
Il contesto della vicenda sui terreni del Mater di Olbia.
La contestazione nasce sullo sfondo della lunga disputa sui terreni sui quali sorge il Mater Olbia. Per anni Alessandro Marini, imprenditore originario di Codrongianos, ha sostenuto di vantare diritti di proprietà sull’area, affermando di averli acquisiti tramite usucapione da Luigi Mulas, custode a cui nel 1994 Don Verzè avrebbe affidato il controllo di circa 40 ettari dell’ex San Raffaele, in località Chentu accas.
Nel tempo, la battaglia giudiziaria si è sviluppata su più fronti, accompagnata da una forte esposizione mediatica attraverso articoli e approfondimenti online. In questo contesto si inserisce il procedimento per diffamazione, che riguarda in particolare la narrazione pubblica di presunte irregolarità nei mandati professionali e nei passaggi societari legati alla struttura sanitaria.
Le parti civili e le richieste dell’accusa.
Nel processo si sono costituiti parte civile il penalista ritenuto persona offesa, insieme alla società proprietaria del Mater Olbia e all’allora amministratore delegato Lucio Rispo. L’accusa contesta che la diffusione reiterata di determinate notizie abbia contribuito a diffondere nell’opinione pubblica un quadro non corrispondente alla realtà dei fatti.
Il procedimento si avvia ora alla conclusione dopo la fase dibattimentale, nel corso della quale sono stati analizzati articoli, post e contenuti digitali oggetto della contestazione.
Il processo verso la sentenza.
Al termine della requisitoria, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a sei mesi di reclusione per Alessandro Marini e a otto mesi per Gian Franco Fadda. Come scrive La Nuova Sardegna, la sentenza del processo sui terreni del Mater a Olbia è attesa per il 22 dicembre.
