Elezioni comunali a giugno, in Gallura parte la caccia ai turisti del voto

La Maddalena

Il 7 e 8 giugno al voto anche residenti in Gallura che in realtà vivono nella Penisola

In Gallura esiste una popolazione che non si vede durante l’anno, ma che pesa a tutti gli effetti nei registri anagrafici, e quindi anche per il voto. È quella dei proprietari di seconde case e dei residenti “a intermittenza”, presenti sull’isola solo in alcuni periodi ma formalmente iscritti nei comuni.

Un fenomeno particolarmente evidente nei centri costieri dell’isola e in particolar modo la Gallura, dove il numero delle abitazioni spesso supera quello dei residenti effettivi. Paesi che in inverno si svuotano e in estate si riempiono raccontano una realtà fatta di presenze discontinue, ma stabili nel tempo.
Le situazioni sono diverse: c’è chi mantiene un legame affettivo con l’isola, chi divide la propria vita tra più luoghi e chi ha trasferito la residenza anche per opportunità legate all’insularità, come le agevolazioni per le imposte e i trasporti.

I residenti che non risiedono in Gallura

Se nella quotidianità questa componente resta poco visibile, il suo peso emerge in occasione delle elezioni.
Nei comuni costieri, come ad esempio La Maddalena, Santa Teresa Gallura, San Teodoro, questo dato è più influente, ma anche nei comuni più interni, sempre più interessati dal fenomeno, come: Aggius, Berchidda, Bortigiadas, Buddusò, Luogosanto, Monti, Oschiri, Padru, Sant’Antonio di Gallura e Tempio Pausania, tutti centri chiamati al voto nel 2026, dove spesso i risultati si giocano su numeri ridotti, anche una partecipazione parziale può incidere sugli equilibri.
Non si tratta di un voto compatto, ma dell’espressione di una comunità più ampia di quella che si percepisce ogni giorno. Una presenza silenziosa che, soprattutto in vista delle amministrative, potrebbe rivelarsi tutt’altro che marginale.

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