La vicenda dei gatti avvelenati a Padru.
La comunità di Padru respira finalmente un soffio di speranza dopo i tragici eventi che hanno coinvolto una colonia felina, sterminata da ignori. Un gatto, assistito dal volontari della Lida di Olbia, è fuori pericolo dopo il tentativo di avvelenamento, presumibilmente con un antiparassitario contro le lumache. L’animale è stato dichiarato ufficialmente fuori pericolo dopo aver risposto positivamente alle cure intensive ricevute presso il rifugio I Fratelli Minori.
LEGGI ANCHE: A Padru stanno avvelenando gatti: indagini in corso
La tempestività dei soccorsi e la straordinaria resistenza del gattino hanno permesso di strapparlo a un destino che sembrava già scritto, consentendogli di prepararsi al prossimo ritorno tra le braccia della sua famiglia. Il sollievo per questa piccola vittoria non riesce tuttavia a cancellare il dolore per le perdite subite. Sarebbero una decina i gatti uccisi nel paese con lo stesso veleno mentre ufficialmente sono tre le morti registrate.
La vicenda.
Le carcasse dei piccoli sono state trasferite all’Istituto Zooprofilattico per gli esami autoptici necessari a identificare con precisione la tipologia di veleno utilizzata. Si tratta di un passaggio fondamentale per consolidare il fascicolo probatorio, poiché l’obiettivo dell’associazione è far sì che ogni elemento raccolto possa gridare giustizia nelle sedi competenti.
L’impegno profuso dai volontari, che si sono dedicati giorno e notte all’assistenza dei superstiti, ha portato il caso all’attenzione dell’intera Sardegna, trasformando una vicenda locale in un monito regionale contro il maltrattamento animale. Nonostante l’azione di denuncia e la mobilitazione costante, persiste però un profondo senso di inquietudine legato alla libertà di cui gode ancora il responsabile di tali gesti. La consapevolezza che l’autore di questa strage possa circolare indisturbato per le stesse vie in cui ha seminato la morte rappresenta una ferita aperta per l’intera cittadinanza.
Le indagini.
La fiducia nella giustizia rimane il pilastro a cui la comunità si aggrappa, con l’auspicio che le indagini in corso portino rapidamente a risultati tangibili. L’opinione pubblica e i soccorritori invocano azioni legali concrete e tempestive, sottolineando come la presenza di un individuo capace di simili azioni costituisca un pericolo non solo per gli animali, ma per la serenità e la sicurezza di tutto il tessuto sociale. Mentre la Lida continua a vegliare sugli esemplari ancora in cura, la richiesta di un intervento deciso delle autorità si fa sempre più pressante, affinché la legge faccia il suo dovere senza ulteriori indugi.
