Gatti avvelenati a Padru ora in terapia intensiva.
A Padru stanno avvelenando numerosi gatti. Una denuncia dell’associazione della Lida di Olbia, che ha salvato le vite di quattro micini, ha squarciato il silenzio di una comunità piccola come Padru, dove in questi giorni si è consumato un orrore contro una colonia di felini. I gatti in queste ore stanno lottando in un reparto di terapia intensiva e sono scattate le indagini su questo gesto disumano. La cronaca di una mattinata drammatica al rifugio della Lida di Olbia racconta di un susseguirsi straziante di arrivi nelle scorse ore.
Cosa è successo.
Prima un gatto agonizzante, poi un secondo, infine un terzo e un quarto, tutti accomunati dai medesimi sintomi devastanti provocati dall’ingestione di veleno per lumache. Le esche, frammenti di carne intrisi di sostanze letali, non sono state trovate in un angolo remoto, ma collocate deliberatamente nel cortile di un’abitazione privata, trasformando un luogo che dovrebbe essere sicuro in una trappola mortale.
Secondo quanto denunciato con forza dai volontari e dai residenti, non si tratterebbe di un tragico incidente o di una fatalità, bensì dell’azione mirata di un individuo già noto alle autorità e alla comunità locale per precedenti episodi di intolleranza e aggressività verso gli animali. Le testimonianze raccolte parlano di pietre scagliate e minacce ripetute nel tempo, una scia di segnali che oggi è culminata in un atto di sadismo calcolato. Nonostante le denunce già depositate presso i Carabinieri e le prove fotografiche che documenterebbero la presenza delle ciotole avvelenate, il senso di frustrazione tra i cittadini cresce di ora in ora di fronte a quella che viene percepita come un’inerzia inaccettabile da parte delle istituzioni preposte alla sicurezza e al rispetto della legalità.
La denuncia.
La legge italiana odierna parla chiaro attraverso gli articoli del codice penale che puniscono il maltrattamento e l’uccisione di animali, eppure a Padru il killer sembra agire protetto da un velo di impunità. Gli attivisti della Lida hanno chiesto con forza sequestri immediati delle esche, la messa in sicurezza delle aree a rischio e una risposta giudiziaria che sia rapida quanto il veleno che sta distruggendo i polmoni e il sistema nervoso di questi piccoli esseri viventi.
La comunità è chiamata a rompere il muro del silenzio e dell’omertà, perché ogni minuto di attesa potrebbe costare la vita a un altro gatto. Mentre i veterinari tentano l’impossibile tra fluidi e sedazioni per lenire sofferenze atroci, la domanda che resta sospesa è quanto sangue debba ancora essere versato prima che la giustizia decida di intervenire con la fermezza necessaria per fermare questa mano assassina.
