Giovanni Marchionni, ancora nessuna certezza sulla morte dello skipper

Giovanni Marchionni portisco skipper

Le indagini sulla morte di Giovanni Marchionni a Olbia.

Il mistero sulla morte di Giovanni Marchionni resta al centro delle indagini, con nuove analisi tossicologiche destinate a fare chiarezza. Rimane aperta la possibilità che il decesso sia legato all’esposizione ad acido solfidrico, gas tossico potenzialmente letale, su cui si concentreranno le prossime verifiche affidate a un laboratorio specialistico di Catania a partire dal 19 novembre. Gli accertamenti precedenti condotti sullo yacht, comprese tre ispezioni sulle batterie, avevano già escluso il monossido di carbonio e rilevato la presenza di acido solfidrico sotto i limiti di soglia, senza fornire però risposte definitive.

Il giovane era stato trovato senza vita l’8 agosto nella cabina marinaio di un lussuoso motoscafo ormeggiato a Portisco. L’allarme era stato dato dai proprietari dell’imbarcazione, mentre sul posto erano intervenuti polizia di Stato, 118 e vigili del fuoco. L’autopsia non aveva evidenziato segni di violenza, inducendo la Procura di Tempio Pausania ad aprire un fascicolo per omicidio colposo e a disporre una serie di accertamenti tecnici e tossicologici per determinare le cause della morte.

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