Oggi si è tenuto a Olbia e tempio la protesta delle guardie giurate.
Le guardie giurate impiegate negli appalti pubblici della Gallura hanno avviato una protesta davanti agli ospedali di Olbia e Tempio per denunciare condizioni lavorative definite insostenibili. La mobilitazione, che tocca anche i presidi della ASL, della Prefettura, del tribunale e degli uffici giudiziari, nasce dalla mancanza di programmazione dei turni e dei piani ferie, dal mancato rispetto dei riposi e da una gestione della reperibilità forzata, oltre che da forti disparità nell’assegnazione delle ore di lavoro.
I presidi.
I motivi della protesta delle guardie giurate della Gallura.
La segretaria generale di Filcams CGIL Gallura, Tiziana Orecchioni, presente alla manifestazione davanti all’ospedale Giovanni Paolo II prima del trasferimento della protesta al Paolo Dettori di Tempio, ha contestato duramente l’attuale gestione parlando di lavoratori trattati come numeri e sottoposti a ritorsioni o trasferimenti punitivi. Secondo la rappresentante sindacale, la vertenza mette al centro la necessità di restituire umanità al lavoro, poiché le attuali criticità compromettono la possibilità stessa di offrire un servizio di vigilanza efficiente e affidabile a tutela di tutta la comunità.
La voce dei lavoratori.
”Oggi siamo qui a manifestare contro il trattamento inaccettabile subito dalle guardie giurate di questa azienda. Siamo stanchi di vedere i lavoratori trattati come numeri, senza alcun rispetto per la loro persona e per la loro sicurezza”, hanno dichiarato i lavoratori della vigilanza.
”Non esiste un calendario delle ferie, non esiste una programmazione dei turni periodica. Se ci fossero, e se venissero rispettati, ognuno di noi potrebbe finalmente conciliare i tempi di vita e di lavoro. Invece regna il caos. Questa azienda pretende una reperibilità H24 non prevista dal contratto. Non ci si può nemmeno programmare una serata in famiglia perché si rischia di essere richiamati in servizio in qualsiasi momento, senza preavviso”, ribadiscono le guardie giurate durante la loro giornata di sciopero.
”C’è chi fa i turni di notte per tre settimane di fila e chi lavora sempre di mattina. Non c’è equità, non c’è rispetto delle regole. Ritorsioni e trasferimenti punitivi, Se qualcuno osa dire di no o prova a rivendicare un proprio diritto, viene trasferito in altro sito Questo non è management, questo è ricatto! Non possiamo più accettare che il diritto al lavoro diventi la perdita di ogni diritto umano. Se rivendicare la propria dignità significa subire ritorsioni, allora sappia questa azienda che non siamo soli. Oggi siamo qui uniti per dire BASTA. Esigiamo un’organizzazione del lavoro equa, un calendario trasparente, il rispetto della sicurezza e il riconoscimento del valore di ogni singolo lavoratore”, concludono le guardie giurate della Gallura
