Primo maggio amaro in Gallura: ”Ricchezza alta, ma lavoro precario”

Lavoro Sardegna

La situazione del lavoro in Gallura è critica.

In occasione del Primo Maggio, la CGIL Gallura ha tracciato un amaro bilancio sulla situazione del lavoro nel territorio. Il sindacato, a firma del segretario generale Danilo Deiana, sottolinea come nel nord est Sardegna la qualità del lavoro, nonostante si produca ricchezza, sia purtroppo bassa, caratterizzata da persistenti disuguaglianze economiche.

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I rappresentanti dei lavoratori galluresi mettono in luce una contraddizione sempre più evidente nel nostro territorio. Da una parte c’è una capacità straordinaria di produrre ricchezza che però non si traduce in lavoro stabile, diritti e sviluppo equilibrato. ”La Gallura continua a essere uno dei principali motori economici della Sardegna, ma questa crescita resta fragile, discontinua e profondamente segnata da disuguaglianze. Il modello economico attuale, fortemente dipendente dal turismo, concentra opportunità e reddito in pochi mesi dell’anno, lasciando il resto del tempo segnato da precarietà, bassi salari e incertezza occupazionale”, si legge nella nota. La Cgil fa riferimento al lavoro stagionale che è quasi l’unica forma contrattuale nel territorio.

La piaga del lavoro stagionale in Gallura.

”Non può essere considerato sviluppo un sistema che alterna picchi di lavoro intenso a lunghi periodi di difficoltà, né è accettabile che proprio nei territori più produttivi si diffonda il lavoro povero e instabile”, dichiara il sindacato che parla anche del “Orizzonte Gallura – Gallura All Season”, che la CGIL ha valutato positivamente come primo passo verso la destagionalizzazione dei flussi turistici e un utilizzo più equilibrato delle potenzialità del territorio”. Secondo Danilo Deiana però estendere la stagione non basta. E’ indispensabile che questo percorso produca lavoro migliore, più stabile e più tutelato. Per questo la CGIL ha chiesto l’apertura di un confronto formale per integrare il protocollo con impegni concreti sulla piena applicazione dei contratti nazionali, sul contrasto al lavoro irregolare, sulla creazione di occupazione meno frammentata, sul rafforzamento della formazione professionale, sulle garanzie in materia di salute e sicurezza e sul miglioramento dei servizi, dei trasporti e delle condizioni abitative per le lavoratrici e i lavoratori.

Giovani e donne penalizzati.

”Allo stesso tempo, è fondamentale istituire un sistema stabile di monitoraggio condiviso che permetta di verificare nel tempo gli effetti reali del progetto su occupazione, qualità del lavoro e sviluppo locale – dichiara -. A pagare il prezzo più alto delle attuali criticità sono soprattutto i giovani e le donne che vivono a Olbia e in Gallura. I primi spesso costretti a lasciare il territorio per cercare altrove opportunità di lavoro stabile e qualificato, le seconde ancora penalizzate nell’accesso e nella continuità occupazionale”.

Il rischio, secondo la Cgil Gallura è quello di perdere progressivamente competenze e qualità del lavoro, indebolendo il proprio tessuto sociale ed economico. ”Accanto a queste criticità, emerge con chiarezza l’assenza di una vera strategia industriale – afferma Deiana -. Settori fondamentali come la portualità, la nautica, le filiere locali e l’artigianato continuano a esprimere solo una parte del loro potenziale, senza una regia pubblica capace di orientarne lo sviluppo, creare occupazione qualificata e generare valore aggiunto per il territorio. Anche sul fronte energetico, la Gallura è coinvolta in una fase decisiva”.

La transizione in corso non può essere subita né ridursi a una semplice produzione di energia senza ricadute locali. ”È necessario costruire un modello che tenga insieme sostenibilità, sicurezza e sviluppo, attraverso una pianificazione pubblica che valorizzi le rinnovabili senza cedere a logiche speculative, che preveda un’infrastrutturazione adeguata e che garantisca benefici concreti per lavoratrici, lavoratori, famiglie e imprese. Resta inoltre centrale il tema delle infrastrutture e dell’insularità”, aggiunge.

Il nodo dei trasporti e sanità.

I sindacati parlano di trasporti insufficienti, continuità territoriale inadeguata e costi elevati continuano a rappresentare un limite strutturale allo sviluppo, penalizzando la competitività delle imprese e la qualità della vita delle persone.

”Senza un intervento deciso su questi fattori, ogni prospettiva di crescita rischia di restare incompleta – spiega -. Qualche giorno fa abbiamo depositato due proposte alla Corte di Cassazione con un obiettivo chiaro: rilanciare il servizio sanitario nazionale come diritto universale per tutte e tutti e rendere trasparente il sistema degli appalti, superando la logica del subappalto a cascata che in questi anni ha prodotto effetti negativi sulle condizioni di lavoro e ha distorto il modello di impresa. La raccolta delle firme non sarà un atto formale ma una vera mobilitazione nei luoghi di lavoro e nei territori”.

Due proposte di legge.

Il 15 e 16 maggio si terrà una mobilitazione nazionale per la raccolta firme sulle due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e appalti. Ci sono anche iniziative diffuse in Gallura, per coinvolgere lavoratrici, lavoratori e cittadini in un percorso partecipato e concreto. A settembre le proposte saranno presentate al Governo e al Parlamento, per aprire un confronto che rimetta al centro diritti, legalità e qualità del lavoro.

Di fronte a questo scenario, la CGIL Gallura ha ribadito la necessità di puntare sul lavoro stabile e di qualità, sulla destagionalizzazione del turismo. Sullo sviluppo della nautica e delle economie del mare, sulla valorizzazione delle filiere locali, sugli investimenti in formazione e politiche attive del lavoro realmente efficaci, su una strategia energetica governata e su un rafforzamento concreto delle infrastrutture.

”Il Primo Maggio deve essere non solo una ricorrenza, ma un momento di impegno e responsabilità collettiva per costruire un modello di sviluppo più giusto, capace di mettere al centro il lavoro, ridurre le disuguaglianze e dare prospettive alle nuove generazioni. La CGIL Gallura continuerà a essere protagonista di questo impegno, con l’obiettivo di costruire un territorio che non sia soltanto produttore di ricchezza, ma anche di diritti, dignità e futuro. Buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori con l’augurio che questo giorno sia occasione di consapevolezza e di forza collettiva per rivendicare lavoro stabile diritti pieni dignità salariale sicurezza nei luoghi di lavoro e un futuro migliore costruito insieme giorno dopo giorno”, conclude la Cgil.

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