Si spoglia per farsi curare il malocchio a Olbia, il guaritore ne avrebbe approfittato

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L’accusa rivolta al guaritore di Olbia: durante un trattamento contro il malocchio, avrebbe cercato di infilarle le mani nei pantaloni.

Una famiglia di Olbia era convinta che il malocchio fosse la causa dei disagi della figlia, una donna invalida con ritardo mentale, e per questo, lo scorso marzo, si era rivolta a un guaritore conosciuto in tutta la Gallura per le sue presunte capacità “salvifiche”. L’uomo, 51 anni, si era presentato nell’abitazione per eseguire un rituale di “diagnosi”.

Dopo un primo esame sommario, aveva affermato che solo due sorelle erano vittime del malocchio, e non l’intero nucleo familiare. Una delle due, la vittima, aveva accettato di sottoporsi al trattamento. Chiusa in una stanza con lui, si era tolta i vestiti rimanendo in pantaloni e reggiseno. A quel punto, secondo l’accusa, il guaritore aveva iniziato a palpeggiarla, spingendo anche le mani all’interno dei pantaloni.

Le urla della giovane avevano richiamato i familiari, inducendo l’uomo a fuggire prima che questi si rendessero conto di quanto stesse accadendo. Poche ore dopo, la madre aveva sporto denuncia ai carabinieri.

Il guaritore, residente in un centro della Gallura, è stato interrogato nei giorni scorsi. La procura ha contestato il reato di violenza sessuale e ha richiesto per lui una misura cautelare più pesante di quella decisa dal giudice, ovvero l’obbligo di dimora. L’uomo dovrà comunicare ai carabinieri il luogo in cui intende stabilire la propria residenza e non potrà lasciare il paese, ed è formalmente indagato per violenza sessuale ai danni della donna, invalida.

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