Manodopera sfruttata nei cantieri fotovoltaici di Tempio, la denuncia

Gli abusi nei cantieri fotovoltaici di Tempio.

Un’indagine condotta dai carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro di Sassari ha fatto luce su una situazione di grave sfruttamento lavorativo in un cantiere situato ai piedi del Limbara, nei pressi di Tempio Pausania. L’ispezione, che ha preso avvio a seguito di una denuncia del Coordinamento Gallura Contro la Speculazione Eolica e Fotovoltaica, ha rivelato un quadro inquietante riguardante le condizioni di lavoro e di vita di alcuni operai impiegati nell’installazione di impianti fotovoltaici nella zona.

Il Coordinamento, durante le sue consuete attività di monitoraggio sul territorio gallurese, aveva notato la presenza di lavoratori, in gran parte di origine asiatica, impegnati in diversi cantieri fotovoltaici. In particolare, erano stati osservati operai a piedi lungo la strada provinciale direzione Calangianus, altri davanti a un noto discount in tenuta lavorativa e, in un episodio che ha sollevato maggiori preoccupazioni, un gruppo di sette lavoratori è stato visto scendere da un furgone senza finestrini nella parte posteriore del veicolo.

Il primo contatto con gli operai è avvenuto in prossimità di una fonte d’acqua nelle vicinanze del cantiere, dove si erano fermati per dissetarsi durante una calda giornata di luglio. Utilizzando un inglese limitato, gli operai hanno raccontato al Coordinamento di lavorare nei terreni vicini, come quelli di “Li Tre Funtani” e “Tanca di li Frati“. Hanno anche accennato a problemi con i loro documenti, senza conoscere una parola di italiano.

Un approfondimento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori ha svelato un quadro desolante. I lavoratori, affamati e esausti, vivevano in condizioni di estrema povertà, stipati in sole quattro stanze, con scarse possibilità di igiene. La situazione emersa ha spinto il Coordinamento a denunciare immediatamente il tutto all’Ispettorato del Lavoro, ipotizzando gravi violazioni delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sul contratto di somministrazione di manodopera, oltre a presunti abusi riguardanti appalti e subappalti.

L’ispezione condotta dai carabinieri ha confermato le peggiori previsioni. È emerso l’uso di manodopera straniera tramite distacco transnazionale, un espediente utilizzato per aggirare le normative sugli appalti e per evitare di rispettare le tutele minime previste per i lavoratori. Le aziende coinvolte, infatti, risultavano prive di unità locale, senza dipendenti e, in alcuni casi, addirittura inattive.

Questa denuncia ha messo in evidenza non solo le condizioni inumane a cui sono sottoposti molti lavoratori nel settore eolico e fotovoltaico della Sardegna, ma anche le pratiche illecite che possono essere attuate tramite l’uso di manodopera straniera, a discapito dei diritti e della dignità dei lavoratori stessi. La vicenda solleva una serie di interrogativi sulla regolarità dei cantieri e sull’efficacia dei controlli nelle zone di grande espansione degli impianti rinnovabili, come la Gallura.

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