Omicidio Buddusò, ipotesi gelosia: il piano dell’ex e del nuovo compagno

Omicidio a Buddusò, Marco Pusceddu

Il delitto di Marco Pusceddu a Buddusò.

Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 freddato a Buddusò nell’agosto 2025, potrebbe essere stato ucciso per gelosia e questioni professionali. Mandanti di quell’efferato delitto un anno fa sono la sua ex e il suo nuovo compagno, arrestati oggi, 8 settembre, dopo un anno di serrate indagini da parte dell’Arma dei Carabinieri. Un delitto commissionato per 15mila euro dopo un tentativo fallito soltanto pochi mesi prima la morte del 51enne di Portoscuso.

Le indagini sul movente.

Alla base dell’efferato omicidio è emersa l’ipotesi di una complessa miscela di risentimenti personali e contrasti lavorativi. Il delitto è maturato all’interno di una logica persecutoria alimentata da ruggini sentimentali mai risolte, sovrapposte a forti tensioni di natura professionale ed economica e dei rapporti lavorativi della vittima. Un piano lucido ed spietato, guidato dalla volontà di eliminare la vittima assoldando dei killer a pagamento.

Accanto all’odio mediato dalla partner, tra le ipotesi una forte componente di gelosia retroattiva da parte del nuovo compagno. La permanenza di Pusceddu nella stessa cerchia relazionale, unita ai mai risolti strascichi della passata relazione, potrebbe essere stata vissuta dal nuovo compagno come una sfida personale e un’affronto al proprio ruolo all’interno della nuova unione.

Il nuovo compagno non era estraneo agli ambienti e agli interessi in cui ruotava la vittima. Oltre alla sfera sentimentale, tra le parti esistevano forse sovrapposizioni e attriti legati a questioni di denaro e alla gestione delle attività lavorative e di volontariato. L’eliminazione di Pusceddu rappresentava quindi per lui sia una “soluzione” al fastidio personale e sentimentale, sia il modo per recidere definitivamente un nodo economico e gestionale ritenuto conflittuale.

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