Il Mater Olbia Hospital punta molto sulla senologia
“Il Mater Olbia Hospital si conferma un punto di riferimento in Sardegna per la senologia”, annunciano dall’ospedale. “Con sempre più attenzione al paziente e tecnologie d’avanguardia che coinvolgono mammografi, TAC e risonanza magnetica. L’ospedale ha attivato nuovi protocolli avanzati di imaging ed è oggi tra i primi centri a effettuare biopsie stereotassiche oncologiche con l’ausilio della CESM, ovvero la mammografia con mezzo di contrasto”.
“La CESM rappresenta un passo significativo in termini di accuratezza e precisione nella diagnosi di lesioni mammarie non palpabili; il MOH è tra i primi in Italia a impiegare questo approccio, utilizzando l’hardware e software GE per VAB CESM (biopsia mammotome stereotassica su guida di mammografia con mezzo di contrasto). Nelle prime settimane di implementazione, sono state eseguite con successo tre sedute, grazie all’equipe guidata dal Dr. Pierluigi Maria Rinaldi, insieme al Dr. Rino Aldo Montella, la Dott.ssa Maria Paola Fadda e la TSRM (tecnico sanitario di radiologia medica) Adilina Paschedda”.
“Parallelamente, nelle prossime settimane, il MOH si prepara ad accogliere un ulteriore, particolarmente innovativo aggiornamento tecnologico su TAC e risonanza magnetica, con Suite Sonic 2 – che permetterà un’implementazione in vari ambiti, applicabili in particolare al sistema cardiovascolare. “Abbiamo introdotto la mammografia con mezzo di contrasto già da tempo, ed essere ora i primi in Sardegna a integrare questo metodo anche nella fase bioptica è un risultato importante. Parliamo di un miglioramento clinico, non soltanto tecnologico: possiamo offrire alle pazienti una diagnosi ancora più sicura, con strumenti all’avanguardia,” ha dichiarato il Dr. Rinaldi, Primario dell’Unità di Radiologia e Radiologia Interventistica.”
“Oggi, il percorso senologico del Mater Olbia Hospital copre l’intero iter dalla diagnosi alla terapia, fino alla radioterapia, senza alcuna lacuna rispetto agli standard internazionali. Nonostante non rientri ancora nello screening organizzato regionale, l’ospedale garantisce screening volontario di primo e secondo livello, rispondendo in modo efficace alla crescente domanda territoriale. Il MOH si conferma così non soltanto un centro all’avanguardia nella sanità digitale, ma come punto di riferimento clinico e umano per le pazienti sarde, contribuendo a ridurre la mobilità passiva e offrendo sul territorio competenze e strumenti di altissima qualità”.
