Uccise il padre ad Arzachena, la difesa chiede la perizia psichiatrica

omicidio arzachenaIn alto a destra la vittima; in basso a destra il figlio imputato per l'omicidio del padre. Sullo sfondo il video dell'aggressione

Il processo per l’omicidio ad Arzachena.

Si è aperto stamattina il processo per omicidio contro Michele Fresi, accusato di aver ucciso il padre Giovanni a bastonate ad Arzachena. Nell’udienza, davanti alla Corte d’Assise di Sassari, la difesa del giovane ha chiesto una perizia psichiatrica.

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Alla richiesta si sono opposti il procuratore e gli avvocati di parte civile. Il 27enne, detenuto a Bancali, ha partecipato all’udienza da dietro il gabbiotto, rimanendo in piedi. Si è costituita parte civile anche la fidanzata Sofia Maria Vasiliu e i due carabinieri Giulio Cau e Michel Tazioli, rimasti feriti dalla collutazione con Fresi in preda alle allucinazioni. La prossima udienza, con i testimoni della Procura, è fissata per il 12 dicembre.

Cosa accadde quel giorno.

Quasi un anno fa, ovvero il 27 dicembre del 2023, un orafo, Giovanni Fresi, è stato ucciso a colpi di bastone in strada. A colpirlo suo figlio, Michele Fresi, senza movente: il giovane era in preda ad allucinazioni dopo aver assunto droghe. L’uomo è stato aggredito nel tentativo di calmare il figlio, che aveva dato in escandescenze in un locale, in una via principale di Arzachena.

Alcuni video hanno ripreso l’imputato che minacciava alcune persone dentro un bar, con i clienti terrorizzati chiusi dentro a chiave. Il giovane ha colpito anche la sua fidanzata e i due carabinieri che tentavano di calmarlo, causando loro gravi ferite.

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