Pratobello, il comitato gallurese rilancia: “Messi alla gogna con false accuse di violenza”

Resta alta la tensione sul caso Pratobello, il comitato gallurese attacca la politica regionale

Il comitato gallurese per la Pratobello reagisce agli attacchi e denuncia: “Messi alla gogna con false accuse di violenza”. Resta alta la tensione sulla questione della speculazione sulle rinnovabili in Sardegna. la scelta della maggioranza in Consiglio regionale di far passare le carte della Pratobello dall’esame delle commissioni ha infiammato i toni. Maria Grazia Demontis del comitato gallurese parla di “diniego di una parte della Casta”, che ha impedito la procedura d’emergenza. La legge di iniziativa popolare con le sue oltre 210mila firme non approderà direttamente in Aula.

Nel comitato per la Pratobello il fronte più caldo è quello gallurese. Le immagini segnaletiche dei capigruppo che hanno preferito il passaggio dalle Commissioni hanno sollevato un vespaio. Oggi c’è stata una conferenza stampa dei portavoce della Rete per la Pratobello e l’esponente gallurese è tornata sullo scontro politico nato negli ultimi giorni.

“In Sardegna vige ancora la democrazia, garante del sacrosanto diritto alla critica, o siamo in pieno regime autoritario?”, si chiede Maria Grazia Demontis. “Troviamo preoccupante per la stessa sopravvivenza della democrazia il diffuso atteggiamento intimidatorio, il loro sì che è stato intimidatorio non il nostro, della classe politica attualmente al governo della Regione Sardegna, che contro la libertà di espressione, critica e dissenso nei confronti dell’operato politico, tra l’altro indifferente alla volontà di 211mila sardi, e scellerato per la consegna della Sardegna agli speculatori mette alla gogna un comitato pacifico con false accuse di violenza. È arrivato il momento di chiederci seriamente se esista ancora la democrazia o, più probabile, se siamo stati catapultati inaspettatamente in un sistema autoritario che controlla il pensiero e vieta ogni forma di dissenso”.

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