Quasi il 21% dei giovani a Olbia non studia e non lavora: allarme “Neet”

Il fenomeno dei Neet a Olbia.

Non studiano e non lavorano: i Neet a Olbia sono ancora troppi. Sono il 20,8% della popolazione secondo un’analisi di OpenPolis, che ha svelato un quadro drammatico della situazione dei più giovani che vivono in città. L’analisi mette in luce come in tutta Italia, nel 2024 i Neet sono scesi al 15,2%, ma il Paese è secondo in Europa dove il fenomeno incide di più.

La città della Gallura ha dunque un numero che supera la media nazionale, ma non è la sola, perché in Sardegna i numeri sono allarmanti. Ad esempio, a Sassari, il numero dei Neet è ancora più alto: sono il 26,9% della fascia 15-29 che non lavorano e non studiano, mentre in molte aree nel Sud Italia questa percentuale addirittura supera il 30%, come Palermo, dove sono il 39,8%.

Obiettivi Ue.

Ma cosa sono i Neet? Si tratta di giovani che non sono inseriti in alcun percorso formativo e non lavorano. Spesso hanno lasciato la scuola precocemente, infatti, il fenomeno coincide con la dispersione scolastica, che in alcune regioni, tra cui la Sardegna, è ancora elevata. Sono ragazzi, nella fascia 15-29, che non trovano lavoro perché non hanno alcun tipo di formazione adeguata oppure perché, scoraggiati, non lo cercano.

Malgrado la tendenza sia in calo, l’Italia non migliora tantissimo, perché il Mezzogiorno fatica a combattere la povertà educativa. L’Ue per il 2030 ha fissato per ogni paese un obiettivo del 9% dei “neet” investendo sulla creazione di lavoro e formazione. Insomma, sbocchi per poter inserire i ragazzi nel mercato del lavoro. Tuttavia l’Italia è ancora lontana da questo obiettivo, perché il numero dei giovani che non studiano e non lavorano sono più di 6 punti di percentuale in più, mentre in alcuni territori, come Olbia, sono più del doppio.

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