Non solo la spiaggia rosa, le altre aree super protette della Gallura

budelli guardia costiera cavalieri

Tutte le aree protette della Gallura.

È cominciata l’estate e con essa anche la stagione dei maleducati, ovvero quelli che ignorano le regole e invadono le aree protette della Gallura. Come il recente caso dell’influencer straniera, che è entrata alla spiaggia rosa, filmando anche l’incursione sull’isola dell’Arcipelago di La Maddalena.

Comportamento che ha messo a rischio l’area, che è diventata protetta nel 1994, il cui accesso è vietato e rientra nel patrimonio del Parco Naturale dell’Arcipelago La Maddalena, ed è interdetta per la salvaguardia della biodiversità del luogo, ovvero il colore rosa del suo splendido arenile, unico al mondo. La spiaggia rosa di Budelli è uno dei tanti gioielli protetti della Gallura, poiché sono tante le aree sottoposte a limiti di accesso o a diversi divieti.

In Gallura, oltre al Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena con i suoi divieti e la sua spiaggia inaccessibile ci sono anche due AMP: una è l’area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, l’altra è quella di Capo Testa – Punta Falcone.

L’AMP Tavolara – Punta Coda Cavallo è contesa dai comuni di Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro in circa 76 chilometri di costa. Da Olbia comincia a Capo Ceraso, fino a Punta d’Ottiolu a San Teodoro, comprendendo anche le isole di Tavolara, Molara, Molarotto e Isola Piana. L’area marina protetta è stata istituita per tutelare specie animali e vegetali della zona ed è per questo vietata la pesca, come quella subacquea, l’uso delle moto d’acqua e gli sport acquatici con  attrezzature a rimorchio.

L’Area marina protetta di Capo Testa – Punta Falcone si trova nel territorio di Santa Teresa Gallura. L’AMP è divisa in due sezioni separate dal corridoio di transito a nord del Porto di Longosardo, o Lungoni. La sezione ovest del Porto è la più grande e comprende la penisola di Capo Testa, estendendosi a sud fino al promontorio del Monte Cintu. La sezione est del Porto include il promontorio di Punta Falcone e si estende a est fino allo Scoglio de La Colombaia, nei pressi della frazione di Valle dell’Erica.

Comprende anche il Sito d’Importanza Comunitaria di Capo Testa, che abbraccia un ampio tratto di mare per la presenza dell’habitat prioritario delle praterie di Posidonia. Qua ci sono tante specie tutelate come il corallo rosso, il falso corallo nero, le gorgonie e la cernia bruna. L’area è anche importante per le numerose specie di uccelli pelagici, come il marangone dal ciuffo e il gabbiano corso. Di conseguenza è vietata la caccia, la pesca. Di conseguenza sono proibite attività come balneazione, pesca, navigazione disturbante, l’utilizzo di moto d’acqua, cattura di specie, danneggiamento di reperti archeologici, e l’immissione di sostanze inquinanti o tossiche.

Condividi l'articolo