Dalla 4 corsie al lungomare di Olbia i tanti cantieri fermati dal coronavirus

La situazione dei cantieri a Olbia.

Il coronavirus ha fermato l’avanzamento di numerose opere pubbliche a Olbia e in tutta la Gallura. Molti cantieri edili sono rimasti chiusi, con gli operai in cassa integrazione e tantissime opere in procinto di vedere la luce entro l’estate 2020 che si faranno attendere.

Un esempio è l’Ansa sud di Olbia. I lavori per riqualificare via Redipuglia, la cui fine era prevista per l’inizio dell’estate, sono bloccati. L’apertura della strada, così come la fine dei lavori per piazza Crispi e il lungomare è rimandata a data da destinarsi. Stessa cosa per i lavori di riqualificazione di Piazza Mercato. Ai tanti cantieri interrotti si aggiungono anche i lavori per recuperare piazza Mercato e il suo parcheggio sotterraneo.

Anche la pista ciclabile di via Escrivà/zona industriale, che si aggiungeva a quella del lungomare, è stata interrotta dalla pandemia. “Siamo in attesa di un decreto che ci dia l’ok per riavviare i lavori per le opere nella città di Olbia – ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici di Olbia Giampiero Palitta -. Attualmente in Italia solo le opere urgenti stanno andando avanti”.

Tra le opere urgenti che vanno avanti c’è la quattro corsie, la Olbia-Sassari. “I lavori continuano a procedere – ha detto il sindaco di Berchidda Andrea Nieddu -. I lotti aperti dove i lavori stanno proseguendo sono il 5 e il 6″. Con la distanza di sicurezza e le protezioni anti-covid. “Come tutti i cittadini, si lavora con le dovute precauzioni”, conclude Nieddu.

Spera in una ripresa graduale dei lavori l’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori. “Difficile dire cosa accadrà durante la fase due – ha argomentato il presidente del Nord Sardegna Silvio Alciator -. Le nostre aziende hanno necessità di fare ricavi altrimenti si rischia la crisi nel territorio”.

Il settore edilizio nel Nord Sardegna, Gallura compresa, si trova al secondo posto dopo il turismo e rappresenta l’11% del Pil con 13.600 lavoratori che rischiano di perdere l’occupazione. “Come Ance abbiamo anticipato gli importi ai lavoratori che erano previsti a fine giugno e abbiamo donato le mascherine“, ha proseguito il presidente, che chiede di riaprire i cantieri.

L’edilizia, infatti, è una delle attività che si possono svolgere anche all’aperto, spiega Alciator. “Si può lavorare a distanza di sicurezza. L’idea sarebbe far lavorare le imprese di manutenzione strade e segnaletica approfittando dell’assenza di circolazione automobilistica, senza sottovalutare comunque l’epidemia in corso ma si deve ridurre la possibilità di una crisi economica”, conclude.

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