Olbia, meno auto e meno persone: via Fiume d’Italia cambia volto

via fiume olbia

Via Fiume d’Italia, a Olbia, deserta.

A pochi giorni dall’entrata in vigore del divieto di sosta, una cosa in via Fiume d’Italia, a Olbia, è difficile da negare: la strada è cambiata. Le auto parcheggiate non ci sono più e, insieme alle auto, sembra essersi ridotta anche la presenza delle persone che da tempo, secondo le segnalazioni dei residenti, stazionavano nella zona per gran parte della giornata. Il provvedimento, dunque, almeno sotto questo aspetto, sembra aver prodotto un effetto.

Ma è proprio qui che comincia la domanda dei residenti: per ottenere maggiore ordine e sicurezza era davvero necessario togliere i parcheggi? Il divieto di sosta e fermata, disposto dal Comune con l’ordinanza dirigenziale numero 449 del 5 agosto, è entrato in vigore l’8 agosto e resterà valido fino alle 24 dell’8 agosto 2027. Un anno e un giorno, appunto, durante il quale non sarà possibile lasciare le auto su nessuno dei due lati della strada.

Non si ferma la protesta.

Nel frattempo, però, la protesta non si è fermata. I residenti di via Fiume d’Italia e del quartiere San Simplicio hanno raccolto le firme e l’11 agosto hanno inviato un esposto al Prefetto di Sassari, sottoscritto da residenti, proprietari di immobili e titolari di attività. Non contestano soltanto la perdita dei parcheggi. Nell’esposto raccontano una situazione di degrado che, a loro dire, va avanti da mesi, soprattutto nella parte iniziale della strada: persone che stazionano per molte ore, accessi alle abitazioni ostruiti, schiamazzi, litigi, bisogni fisiologici espletati in strada e comportamenti che i firmatari riconducono anche al consumo e allo spaccio di stupefacenti.

Ma indicano soprattutto l’alcol come uno degli elementi che alimenterebbero la situazione. Secondo quanto riportato nell’esposto, alcune persone acquisterebbero bevande alcoliche fin dalle prime ore del mattino negli esercizi della zona, consumandole poi in strada. Da qui, secondo i residenti, deriverebbero episodi di alterazione, liti e comportamenti intimidatori. Ma se il problema è rappresentato dalle persone che si fermano nella zona, dalle condotte moleste e dal consumo di alcol, togliere le auto può certamente liberare la visuale e rendere la strada più facilmente controllabile, ma non interviene direttamente sulle cause indicate dai residenti.

E tuttavia il risultato, almeno nei primi giorni, sembra esserci: in via Fiume d’Italia oggi si vede meno gente di prima. La domanda diventa quindi più complessa e non può essere liquidata semplicemente con un “funziona” o “non funziona”.

Il costo della sicurezza

I residenti chiedono al Prefetto di sollecitare il Comune a riesaminare l’ordinanza e di valutare misure diverse: più controlli interforze, un esame della situazione nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e interventi sulla vendita da asporto di alcolici nelle fasce orarie considerate più critiche. Chiedono, inoltre, un incontro con una delegazione dei firmatari. La questione, allora, non sembra essere soltanto se l’ordinanza abbia prodotto un effetto. Un effetto, almeno sulla presenza delle persone, pare averlo avuto. Il punto è capire se questo sia il modo migliore per affrontare una situazione di sicurezza e degrado che i residenti denunciano da tempo. Perché se per ottenere ordine pubblico bisogna liberare una strada dalle auto, la domanda che i residenti pongono alle istituzioni è se non sarebbe stato possibile ottenere lo stesso risultato attraverso una presenza più costante delle Forze dell’Ordine e interventi mirati sulle situazioni segnalate, senza chiedere a chi vive e lavora in via Fiume d’Italia di rinunciare a un servizio pubblico, il parcheggio.

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