Il bilancio della raccolta sangue promossa da Avis Olbia e Red Valley.
Un bilancio positivo quello del progetto Avis Olbia con Red Valley, che ha permesso di raccogliere oltre 120 sacche di sangue in tre tappe. Gli olbiesi hanno risposto con grande solidarietà regalando numeri da record, segno del successo dell’iniziativa, ma anche della generosità della popolazione. Un dato significativo, frutto della generosità dei donatori e dell’impegno dei volontari Avis che hanno portato la donazione nei luoghi di aggregazione della città.
La denuncia.
Un risultato che però non si può celebrare come una vittoria perché l’associazione Avis Olbia ha fatto i conti con le problematiche della sanità locale. Il presidente Gavino Murrighile ha voluto fare una riflessione di fronte al tema della carenza di sangue e la sanità gallurese. ”È inverosimile l’atteggiamento ignavo della ASL GALLURA di fronte al dramma della carenza di sangue – ha dichiarato -. È altrettanto grave l’atteggiamento poco collaborativo, se non ostativo, nei confronti di un’associazione che da sempre si occupa e si preoccupa di reperire sangue per garantire il funzionamento dell’ospedale”.
Cosa è successo? Avis Olbia ha denunciato che la quarta data in calendario non è stata possibile realizzarla in modo organico per la mancata disponibilità dell’autoemoteca dell’Avis Provinciale di Sassari e del personale sanitario. ”Determinante è risultata soprattutto l’indisponibilità del Centro Trasfusionale ad organizzare raccolte con un elevato numero di donatori. Nonostante le richieste formali inviate via Pec, non è pervenuto alcun riscontro in quanto il referente di competenza risultava “fuori sede”.
Per non disperdere la disponibilità dei donatori, alcuni di essi sono stati comunque indirizzati al Centro Trasfusionale, assicurando che rientrassero a tutti gli effetti nel progetto “Avis Olbia/Red Valley”, si legge nella nota di Avis.
L’emergenza in Sardegna.
”Nel frattempo i numeri parlano chiaro: in Sardegna mancano 40.000 sacche* per raggiungere l’autosufficienza. Di questo primato del quale si dovrebbe provare vergogna e sdegno, pare che non importi a nessuno, se non ai volontari AvisOlbia che vivono quotidianamente il dramma della carenza di sangue. L’unica strategia messa in campo dalla Regione Sardegna e’ quella della “carta di credito” a carico della finanza pubblica: spende ogni anno 7.000.000,00 euro per l’acquisto di emocomponenti dalle regioni del nord, risorse con le quali si potrebbe sostenere il costo di 150 medici”, aggiunge Murrighile.
Vince la generosità.
Ma nonostante le criticità ha vinto la generosità. Avis Olbia ringrazia il management di RED VALLEY e in particolare il Dott. Luca Usai per la generosità e il sostegno concreto offerto. Un grazie va anche ai parroci di San Simplicio, e Sacra Famiglia e alla direzione del Delta Center, e a tutti i cittadini che hanno risposto con senso di responsabilità. “Ringraziamo altresì le aziende che ci hanno aiutato a coccolare i donatori: Dario Deriu, Davide Mazzone ed Emanuele Dessena, nonché tutti il comitato della Sacra Famiglia”, aggiunge Murrighile.
”Investire sulla rete territoriale e sulle raccolte promosse dalle associazioni non è un’opzione. È un’urgenza. Avis Olbia continuerà nel proprio impegno per avvicinare la donazione alle persone. Chiediamo che le istituzioni sanitarie facciano la propria parte con la stessa urgenza e serietà dimostrata dai donatori”, conclude.
