Omicidio Fresi, disposta perizia psichiatrica per Michele

Michele Fresi

Il processo a Michele Fresi.

La Corte d’Assise di Sassari ha stabilito che Michele Fresi, il 27enne imputato per la morte del padre, dovrà essere sottoposto a una perizia psichiatrica. La decisione è stata presa nella giornata del 25 marzo, durante il processo che lo vede accusato di aver colpito a morte Giovanni Fresi, noto orafo di Arzachena, utilizzando una mazza di legno.

Il collegio giudicante ha accolto la richiesta avanzata dalla difesa dell’imputato, che sin dalle prime fasi del dibattimento aveva sollecitato un accertamento sulle condizioni psichiche del giovane al momento dei fatti. L’obiettivo è stabilire se fosse in grado di intendere e di volere nell’istante in cui si è consumata la tragedia. Il pubblico ministero e i rappresentanti delle parti civili non hanno sollevato obiezioni in merito alla nomina di un esperto che valuti lo stato mentale dell’accusato.

L’incarico di eseguire l’esame clinico è stato affidato allo psichiatra Paolo Milia, il quale riceverà formalmente l’incarico il prossimo 15 aprile. Nella stessa giornata il professionista inizierà a delineare il quadro psicologico dell’imputato, un elemento che potrebbe rivelarsi determinante ai fini processuali.

Nel corso dell’udienza odierna sono stati ascoltati gli ultimi tre testimoni citati dalla difesa. Tra loro, era attesa la madre di Michele, la quale, ha preferito non presenziare e ha comunicato l’intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il dibattimento riprenderà il 15 aprile, giorno in cui il consulente incaricato dalla Corte inizierà ufficialmente il proprio lavoro di analisi. Un passaggio che potrebbe influenzare in modo significativo l’evoluzione del processo.

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