Le indagini sull’omicidio di Marco Pusceddu a Buddusò.
Sono passati due mesi dall’omicidio di Marco Pusceddu, il soccorritore di 51 anni ucciso tra la notte del 7 e l’8 agosto nei locali dell’associazione Intervol in via Nenni a Buddusò, e le indagini continuano a ritmo serrato. Gli inquirenti ipotizzano che il delitto sia stato pianificato da uno o più mandanti, che avrebbero deciso con precisione di eliminare la vittima, incaricando un sicario probabilmente estraneo all’ambiente e alle conoscenze di Pusceddu.
I carabinieri mantengono il massimo riserbo sulla vicenda, ma filtra l’idea che il killer sia giunto da fuori Buddusò e che l’azione sia collegata a vecchi contrasti con la vittima. Marco Pusceddu, originario di Domusnovas e residente a Portoscuso, tuttavia non era nuovo a episodi di violenza. Il 28 aprile, infatti, era stato aggredito in una piazzola di sosta a Flumentepido con un pesante oggetto metallico, riportando gravi ferite alla testa. Dopo oltre un mese di convalescenza, non era stato ritenuto idoneo alla guida e per questo era stato trasferito a Buddusò, dove continuava a svolgere la sua attività di soccorritore.
Le circostanze del delitto fanno pensare a un piano premeditato, maturato nel tempo e probabilmente legato a tensioni pregresse. La magistratura e i carabinieri del Comando provinciale di Sassari continuano a indagare per ricostruire movente e dinamica, mentre il paese attende giustizia e la parola fine su questa brutta storia.
