Altre coltellate e guai a Olbia per il presunto assassino di Pietro

Pietro Paolo Filippo Sciusco

Chi è l’autore dell’omicidio a Olbia secondo le indagini.

Chi è Mohamed Abdou Elchodary, l’uomo accusato di aver ucciso a coltellate Pietro Sciusco? Dalle indagini emerge la figura di un giovane egiziano da tempo responsabile di una scia di episodi violenti che hanno seminato il panico in città. Prima del delitto, infatti, sarebbe lui ad aver ferito una guardia giurata sul set del film “Un weekend da bamboccioni 3”.

Colpiva a caso.

Sarebbe sempre lui l’autore dell’aggressione dello scorso 10 febbraio, quando, armato di forbici, ferì due persone e uccise un cane, così come gli viene attribuito l’accoltellamento ai primi di settembre di quattro persone all’interno di un ristorante poco distante dal luogo del delitto, in corso Umberto, dopo averne minacciato la titolare.

È il quadro allarmante di un anno vissuto nel terrore dalla comunità olbiese, segnato da attacchi imprevedibili e casuali che purtroppo sono sfociati nella tragedia che tutti prima o poi temevano. Sottoposto a visita medica su richiesta della pm Noemi Mancini, è emerso che il ventenne presenta ferite riconducibili a episodi precedenti al delitto e gli vengono attribuiti tutti i recenti episodi compreso il delitto di Sciusco. Domani alle 11 il giovane comparirà davanti alla gip di Tempio Federica Di Stefano per l’interrogatorio di garanzia, assistito dai suoi difensori Aurora Masu e Giuseppe De Meo. Elchodary è l’uomo accusato dell’omicidio dell’artista di strada pugliese ucciso a coltellate nel centro di Olbia e vittima, con ogni probabilità, di un’aggressione senza motivo.

Un quadro che lascia spazio a interrogativi inquietanti e riapre con forza il dibattito sulla certezza della pena e sull’efficacia delle misure cautelari. È difficile, infatti, non provare sgomento di fronte al fatto che un soggetto protagonista di una catena di aggressioni così gravi fosse ancora libero di circolare in città. Un’inerzia procedurale che ha trasformato Olbia nel teatro di un’escalation annunciata, sollevando la rabbia della comunità e l’amaro interrogativo su come si sarebbe potuta evitare questa ennesima, tragica fine. Purtroppo non rappresenta un episodio isolato.

Le cronache nazionali riportano fin troppo spesso di omicidi e femminicidi preceduti da denunce, segnalazioni e richieste disperate di aiuto che, purtroppo, non sono bastate a evitare la tragedia. Una questione che va ben al di là dei decreti sicurezza e dei continui dibattiti politici attorno a essi, a dimostrazione che non servono nuovi proclami o pacchetti normativi: il problema reale risiede spesso nell’applicazione concreta delle leggi esistenti e nella capacità di arginare tempestivamente chi rappresenta un pericolo pubblico tangibile.

Condividi l'articolo