Olbia, resta in carcere il 22enne accusato di aver ucciso Pietro Sciusco

Pietro Paolo Filippo Sciusco

L’omicidio di Pietro Sciusco a Olbia.

Mohamed Maher Abdou Elkhodary, il 22enne accusato dell’omicidio di Pietro Sciusco a Olbia resta in carcere. Lo ha deciso la giudice del Tribunale di Tempio, Federica Distefano, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia in carcere per il giovane egiziano. La gip ha accolto le richieste della pm Noemi Mancini dopo l’interrogatorio del ragazzo, che è ritenuto responsabile dell’accoltellamento.

L’interrogatorio.

Durante l’interrogatorio, Elkhodary ha negato di essere l’assassino pur ammettendo di essere la persona ritratta nei fotogrammi del video che documentano la morte del pugliese. Proprio quelle immagini confermano la sua responsabilità del crimine. Poco dopo il delitto, il 22enne si era anche nascosto in un cantiere di via Genova.

Dall’ordinanza emerge una ricostruzione dei fatti giudicata contraddittoria, incongrua e inverosimile in molti passaggi dal giudice. Il giovane ha sostenuto di non aver mai visto la vittima prima del giorno dell’omicidio, ma ha contemporaneamente affermato che conosceva Sciusco come spacciatore. L’accusa però non ha trovato riscontro, in quanto la vittima si guadagnava da vivere come artista di strada nel centro olbiese.

Il precedente.

Nel frattempo, gli investigatori disporrebbero degli elementi relativi a un precedente episodio di accoltellamento risalente a qualche settimana prima e attribuito sempre a Elkhodary. L’episodio non si riferisce a quello avvenuto in un ristorante giapponese i primi di settembre, che in precedenza è stato attribuito alla stessa persona.

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