Tiziana Marzocca racconta le povertà di Olbia viste dalla mensa di via Canova.
Mentre Olbia cresce come economia e numero di abitanti c’è chi resta indietro e chi si occupa delle povertà. In via Canova 16 c’è la mensa per gli indigenti che funziona grazie all’impegno dei volontari. Lì di povertà se ne vedono diverse. “Qualcuno viene perché non ha nessuno, ci accorgiamo che più che cibo da noi cerca uno sguardo o un contatto umano – racconta Tiziana Marzocca, presidente del Gruppo volontariato vincenziano San Paolo di Olbia -. Non hanno nessuno e vogliono parlare, per poi cedere il piatto a qualcuno che ha più fame o vorrebbe fare il bis”. Quando si avvicina il Natale tutti si sentono più buoni, ma c’è chi si sente più solo. “In questo periodo aumentano questi casi, durante la feste certi problemi si acutizzano. Emerge tutto e siamo più sensibili e un momento in cui si tirano le somme”.
I volontari che seguono la mensa dei poveri sono sempre appesi a un filo e spesso si devono creare le giuste condizioni per raggiungere il risultato. “Nei giorni scorsi mi ha chiamato un benefattore con una richiesta ben precisa, cercava una famiglia con un bambino con problemi per potersi accollare le spese per questo bambino – rivela Marzocca -. Abbiamo una ragazza madre con un bambino che ha problemi e per fortuna abbiamo chiuso questo cerchio”.
Gli utenti della mensa.
“Abbiamo degli utenti abituali, anche da dieci anni, ma qualcuno ogni tanto non lo vediamo più e speriamo che la vita gli sia andata meglio, invece scopriamo che magari è ricoverato”. Tiziana Marzocca descrive il bacino di utenza della mensa di via Canova. “Siamo aperti solo a pranzo e serviamo un’ottantina di pasti a cui si aggiunge una decina di famiglie con bambini che non frequentano la mensa – spiega -. Non è un posto adatto per loro e c’è la consegna del cibo. Il Giorno di Natale qualcuno non viene perché i familiari lo convincono a stare con loro, all’incirca il 10 per cento di chi viene qui è senzatetto per scelta, gli altri costretti per questioni economiche“.
Per arrivare alla mensa di via Canova c’è chi ha fatto molta strada e chi pochi passi. “La maggior parte dei nostri utenti è sarda, ma qui non chiediamo il documento a nessuno – precisa Tiziana Marzocca -. Chi viene qui ha bisogno di un pasto, il nostro obiettivo è solo quello di garantirglielo. Per farlo contiamo sull’impegno dei volontari, siamo 32 in tutto, e delle donazioni”. Per chi volesse dare un contributo, anche come regalo di Natale – questo è l’iban del Gruppo volontario vincenziano: IT97K0101584989000070452015.
