Con Claudia Aru il Premio Inzaina cresce e conquista la Sardegna

Premio Inzaina, la direzione artistica a Claudia Aru

Il Premio Vittorio Inzaina si prepara a voltare pagina, il progetto cresce con la nomina di Claudia Aru alla direzione artistica. Il concorso canoro che si svolge a Telti ridefinisce il proprio orizzonte e rilancia la sua missione culturale. Non un talent, ma un percorso; non una gara spietata, ma un luogo di crescita.

La prima parola chiave è formazione. Aru lo dice senza ambiguità: “Cantare è un mestiere“. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce l’impianto della nuova edizione, pensata come un processo e non come un evento isolato. Il Premio Inzaina, nelle intenzioni della direttrice artistica, non deve rappresentare un punto d’arrivo, ma l’inizio di una pratica costante fatta di studio, esperienza e confronto.

Una scelta che si traduce anche in decisioni concrete: iscrizione gratuita, selezione curata direttamente dalla direzione artistica e una giuria composta non da giudici ma da esperti del settore con il compito di orientare e incoraggiare. “Non mi interessa creare illusioni o ferire – spiega Aru –. Ho visto troppi percorsi interrompersi per una parola sbagliata. Credo molto di più nella forza di una carezza che di uno schiaffo“.

Le categorie: Bambini, Giovani e “Giovani da molto”

Il Premio si articolerà in tre categorie – Bambini, Giovani e “Giovani da molto” – una definizione che racchiude una visione inclusiva della musica come linguaggio senza età. “La musica rende giovani – sottolinea Aru – e non può essere riservata solo a chi ha vent’anni”.

Accanto alla didattica, però, c’è la pratica. Da qui l’idea di trasformare il Premio Inzaina in un progetto diffuso sul territorio, capace di uscire da Telti e approdare nei principali centri della Sardegna attraverso collaborazioni con club e spazi di live music. Un mini–tour regionale che permetta ai cantanti più meritevoli di fare esperienza di palco, perché – come osserva Aru – “si impara davvero solo cantando davanti al pubblico“.

Al centro del progetto resta la figura di Vittorio Inzaina, primo cantante sardo a salire sul palco di Sanremo, ma la sua memoria viene riletta in chiave attiva. “C’è ancora molta ignoranza sulla sua musica – afferma Aru –. È stato un pioniere, ha cantato in gallurese fuori dagli schemi folk ed è stato un apripista per tanti”. Il Premio diventa così anche strumento di riscoperta storica e musicale, oltre che spazio per le nuove voci.

Il messaggio che attraversa tutta la visione della nuova direzione artistica è chiaro: non conta da dove si parte, ma la determinazione con cui si costruisce il proprio percorso. Un messaggio che parla ai giovani, ai territori decentrati e a una Sardegna che può e deve investire nello spessore culturale.

Formazione, territorio, contemporaneità: il Premio Inzaina si prepara a essere anche un evento capace di dialogare con i linguaggi del presente, dai social ai nuovi format di comunicazione, senza perdere profondità. “Non voglio un concorso che finisca in tre giorni – conclude Aru –. Voglio che lasci qualcosa, che continui a lavorare nelle vite delle persone”.

Una visione che, se mantenuta, potrebbe trasformare il Premio Inzaina da appuntamento musicale a laboratorio culturale permanente, capace di unire memoria e futuro.

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