La decisione arriva dopo nuovi accertamenti disposti dal gip che escludono i maltrattamenti in una famiglia della Gallura.
La procedura di Codice Rosso scattata in seguito alla denuncia, da parte di un 90enne residente in Gallura nei confronti della figlia per presunti maltrattamenti. Querela poi ritirata dallo stesso genitore, si è chiusa con la revoca dell’ordinanza che in via cautelare aveva disposto le misure dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’uomo.
La ricostruzione dell’accusa.
L’anziano aveva segnalato ai carabinieri una serie di episodi che riteneva rappresentare maltrattamenti in famiglia. Aveva riferito che le tensioni con la figlia andavano avanti da circa un anno e che in alcune occasioni si era sentito minacciato. Il giorno dopo, però, l’uomo aveva ritirato la querela, mentre l’indagine era comunque proseguita per la procedura prevista dal Codice Rosso.
Le indagini.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tempio Pausania aveva quindi disposto una misura cautelare che prevedeva l’allontanamento della donna dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal padre. Si tratta della tutela immediata prevista per queste situazioni. Disponendo, nel contempo, indagini di polizia giudiziaria e l’audizione della donna accusata.
La difesa della donna.
La donna era stata dunque ascoltata dagli inquirenti e aveva ricostruito ogni fase del rapporto con il padre, rispondendo alle domande e chiarendo i passaggi contestati “con pacatezza e coerenza”, si legge nell’ordinanza. Fornendo una versione dei fatti con una versione diversa ritenuta dal giudice “attendibile”. Sono stati sentiti anche alcuni testimoni, che hanno fornito una lettura diversa dei fatti alla base della denuncia. Il medico curante ha sottolineato che alcune echimosi presenti nel corpo dell’anziano sarebbero dovute alla terapia a cui è sottoposto l’uomo, che prevede anche degli anticoagulanti.
I testimoni.
Dalla testimonianza dell’ex medico curante è emerso, invece, che lo stesso sarebbe stato a conoscenza della predisposizione caratteriale del 90enne ad “andare in escandescenza molto facilmente“. Nell’ordinanza di revoca, si dà atto anche di un clima familiare teso, anche per alcune pendenze civilistiche tra la donna accusata e suo fratello, e per la particolare reticenza del 90enne ad accettare le raccomandazioni della figlia in merito alla dieta e alle cure che l’uomo deve rispettare per prescrizione medica.
La revoca dell’ordinanza: nella famiglia della Gallura solo tensione familiare, non maltrattamenti.
Le nuove informazioni, unite agli accertamenti disposti dal giudice e alle indagini difensive predisposte dall’avvocato Antonello Desini, hanno permesso di esaminare meglio la dinamica familiare e di valutare il quadro complessivo. Inducendo il magistrato a “non ritenere pienamente attendibili” le dichiarazioni dell’uomo e del fratello della donna accusata, ritenuta, al contrario, pienamente attendibile. Alla luce di questi elementi, il gip ha ritenuto che non sussistessero più i presupposti per mantenere la misura cautelare, disponendone la revoca.
