Da Tavolara a La Maddalena il progetto per installare oltre 300 pale eoliche in mare

Prosegue l’assalto delle pale eoliche in Gallura.

Sono almeno 3 le richieste di concessione giunte alla Capitaneria di Porto della Gallura per installare nuove pale eoliche “galleggianti”. In principio fu Tibula Energia, poi Zefiro Vento srl e Nurax Wind Power srl. La prima vorrebbe installare 65 turbine in prossimità di Tavolara, mentre la seconda ben 210 ad appena 20 chilometri dalla Costa Smeralda. Sull’ultima, invece, si parla di un maxi progetto a 35 chilometri da Caprera. Le richieste, con valore trentennale, sono state inoltrate anche al ministero delle Infrastrutture. Qualora i progetti andassero in porto, si andrebbe ad occupare una superficie grande 2 milioni e 500 metri quadri.

“Nei giorni scorsi mi sono recata presso gli uffici della Capitaneria di Porto di Olbia per depositare le istanze di opposizione ai progetti che prevedono la costruzione di tre imponenti parchi eolici a largo delle nostre coste – afferma la deputata del Centro Democratico, Mara Lapia -. Ho già ampiamente esposto le ragioni legate alla mia contrarietà per la realizzazione di questo tipo di impianti offshore nel nostro mare: prima tra tutte, ovviamente, è quella legata all’enorme danno ambientale che si rischia di procurare con l’installazione, nel complesso, di ben 308 pale eoliche“.

La portata del progetto è di 2 miliardi di euro, se si tiene conto della compensazione ambientale, che andrebbe a produrre fino a 1660 gigawattora l’anno. Quel che non convince di Nurax Wind Power srl è il silenzio, mentre i rumors si rincorrono. In particolare quelli che riguardano l’installazione di 33 pale eoliche galleggianti, alte 280 metri poco distanti da Caprera.

“Parliamo di aerogeneratori che saranno situati a largo della costa e che rischiano di creare, oltre al danno ambientale, pesanti conseguenze sull’economia dei nostri territori, sull’attività di pesca e sui flussi turistici che danno un apporto significativo alle nostre attività ricettive e non solo – prosegue la deputata -. Chi continua a sostenere che questi impianti libereranno la Sardegna dalle esose tariffe legate alla fornitura di energia elettrica, dice il falso e ne é persino consapevole: di questa energia prodotta, infatti, ai sardi resterà praticamente zero. La nostra isola rischia praticamente di diventare terra d’assalto per le grandi multinazionali, trasformandosi nella batteria dell’intera nazione”.

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