Olbia rischia di perdere il laboratorio di analisi: “Donazioni in difficoltà”

L’allarme dell’Avis Olbia e della Cisl Gallura sull’emergenza sangue.

A Olbia è a rischio il laboratorio di analisi del sangue. La Cisl Gallura ha rilanciato l’allarme espresso dell’AVIS di Olbia in merito agli effetti di una delibera regionale del 3 settembre, che prevede la centralizzazione delle attività di lavorazione e qualificazione biologica del sangue negli Hub di Cagliari e Sassari.

Il sindacato, come l’associazione Avis, ha dichiarato con preoccupazione che questa scelta, se attuata senza adeguate garanzie, potrebbe creare criticità significative per un territorio che già oggi sostiene un fabbisogno trasfusionale cronicamente elevato, con frequenti situazioni di emergenza, in particolare durante i mesi estivi.

Come sottolinea la sigla, la Gallura è un’area che registra ogni anno forti incrementi della popolazione residente, con un conseguente aumento della domanda di sangue per l’emergenza-urgenza, la chirurgia, la medicina trasfusionale e la presa in carico dei pazienti fragili.

Ciò comporta che privare il territorio della possibilità di effettuare localmente la lavorazione e la validazione delle donazioni rischia di allungare i tempi di risposta nelle urgenze più delicate, aumentare la complessità logistica dei trasporti quotidiani verso gli Hub, ridurre la capacità di gestione dei picchi estivi, indebolire servizi essenziali per pazienti cronici e talassemici.

”Riteniamo dunque necessario che questa riorganizzazione venga valutata con estrema attenzione e attraverso un confronto trasparente, soprattutto in una fase in cui – grazie al Protocollo d’intesa del 4 agosto, siglato da Regione, CGIL, CISL e UIL – è stato avviato un nuovo metodo basato sulla partecipazione, sulla condivisione e sul coinvolgimento dei territori nelle scelte che riguardano la sanità pubblica”, si legge nella nota della Cisl Gallura.

La sigle ritiene incomprensibile procedere all’attuazione della delibera senza aver prima istituito un tavolo specifico dedicato alla Gallura, che preveda il coinvolgimento dell’ASL, delle associazioni dei donatori, dei professionisti e delle rappresentanze sindacali, in piena coerenza con lo spirito e gli impegni assunti con il Protocollo. Cisl Gallura chiese che venga bloccata la centralizzazione prevista dalla delibera 46/26 e sia avviato un confronto tecnico e territoriale che coinvolga pienamente il territorio.


”Serve, inoltre, un tavolo urgente di analisi e verifica con Regione, ASL Gallura, associazioni dei donatori e organizzazioni sindacali, per valutare dati, criticità e impatti reali sul territorio. In parallelo, occorrono garanzie operative trasparenti riguardo ai tempi di rifornimento dagli Hub, ai livelli minimi di scorte, alla gestione delle emergenze e ai picchi estivi, elementi che non possono essere lasciati all’improvvisazione”, dichiara la Cisl.

”Alla luce del metodo sancito dal Protocollo del 4 agosto, è indispensabile anche una valutazione d’impatto territoriale specifica per la Gallura, che tenga conto delle peculiarità demografiche, logistiche e stagionali dell’area. La Gallura non reclama trattamenti particolari, ma pretende che le scelte sulla sanità vengano costruite con responsabilità, trasparenza e rispetto dei territori. Ogni riorganizzazione deve garantire continuità, efficienza e sicurezza del servizio. Su questo punto non saranno accettati arretramenti”, conclude.

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