Sanità in Gallura, manca la Regione all’incontro, sindacati si preparano allo sciopero

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I sindacati e l’incontro per la Sanità in Gallura.

I sindacati si preparano allo sciopero della sanità in Gallura. In un clima di profonda tensione istituzionale, la FP CGIL e la UIL FP Nord Sardegna hanno sancito la rottura definitiva della procedura di raffreddamento con la ASL Gallura, aprendo ufficialmente la strada allo sciopero del personale sanitario. Nonostante l’incontro svoltosi in Prefettura sia stato caratterizzato da un confronto costruttivo e disteso con il nuovo direttore generale Antonio Irione e il direttore amministrativo Michele Baffigo, il sindacato non ha potuto ignorare il vuoto lasciato dalla Regione Sardegna.

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L’incontro.

All’incontro mancavano i rappresentanti della giunta guidata da Alessandra Todde è stata interpretata come un segnale di estremo disinteresse verso le criticità che affliggono il Nord dell’isola. ”La riunione è stata proficua e dai toni distesi – ha fatto sapere i sindacati -. Abbiamo apprezzato l’ascolto e l’attenzione del nuovo DG e alcune delle risposte date dal direttore amministrativo che ringraziamo entrambi per la disponibilità. Purtroppo, ancora una volta, registriamo, con la loro totale assenza, uno schiaffo dato dalla giunta regionale e dalla sua Presidente al Nord Sardegna. Nessuna delle risposte sul piano politico ovviamente è stata data e il silenzio verso il tema degli ospedali di La Maddalena e Tempio diventa sempre più allarmante, sopratutto sul problema dei posti letto per acuti. Per questa ragione abbiamo chiuso negativamente la procedura di sciopero e, a seguito di assemblee con i lavoratori, procederemo unitariamente a indicare la/le data/date dello stesso/stessi”.

Secondo la sigla sindacale, la mancanza di un interlocutore politico ha reso impossibile ottenere risposte concrete sul futuro degli ospedali di Tempio e La Maddalena, con particolare riferimento alla cronica carenza di posti letto per acuti. Di fronte a quello che viene definito come un silenzio allarmante da parte delle istituzioni regionali, le sigle sindacali hanno scelto di chiudere negativamente il tavolo negoziale e si prepara ora a stabilire, di concerto con i lavoratori, le date della mobilitazione generale.

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