Scippo di Rolex a Porto Cervo, i due accusati vanno in carcere

Due presunti ladri in carcere per uno scippo a Porto Torres.

Restano in carcere i due francesi ritenuti responsabili dello scippo di un Rolex ai danni di una turista in pieno giorno a Porto Cervo. Il furto è avvenuto il 25 agosto scorso, mentre la donna rientrava a casa dopo una passeggiata con il fratello. I due uomini sono comparsi ieri davanti alla gip del tribunale di Tempio, che ha convalidato la custodia cautelare in carcere.

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I due giovani, assistiti da un interprete in aula, hanno risposto alle domande del giudice fornendo la loro versione dei fatti. Uno ha sostenuto di aver trovato il Rolex e di averlo mostrato all’amico fuggito, l’altro ha dichiarato di essere rimasto in macchina e di non sapere cosa stesse facendo il complice.

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L’arresto.

I presunti ladri erano stati arrestati dai carabinieri di Porto Cervo e Porto Rotondo, con l’aiuto delle guardie del Consorzio Costa Smeralda, dopo un inseguimento prima in auto lungo la provinciale 59 e poi a piedi. Subito dopo lo scippo, il marito della donna aveva tentato di inseguire i ladri e aveva allertato i carabinieri. Dopo il fermo, la vittima ha sporto denuncia e riconosciuto i responsabili tramite identificazione fotografica. Durante la perquisizione nella loro camera d’albergo, dove soggiornavano da tre giorni, i militari hanno trovato e sequestrato diversi documenti falsi.

Le bande di ladri.

Lo scippo del 25 agosto si inserisce in un’ondata di furti di orologi di lusso in Costa Smeralda, spesso compiuti da bande in trasferta. Sono cinque gli arresti finora: alla fine di luglio erano stati fermati tre pregiudicati stranieri, accusati di aver rapinato un Rolex a un 35enne della Costa Smeralda. I tre avevano noleggiato un’auto e rubato un’altra, probabilmente per depistare le indagini. Due gli scippi contestati: il primo a Cannigione e a Porto Cervo, ai danni di una donna tedesca derubata di un Richard Mille del valore di 60mila euro. Ora, invece, si è concluso un altro arresto e i due francesi, dopo il termine dell’udienze, sono tornati a Bancali.

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