La morte di Gianpaolo Demartis dopo l’uso del taser a Olbia.
“La morte di Gianpaolo Demartis non fu causata dal taser”: lo ha stabilito la perizia medico-legale relativa al decesso dell’uomo a Olbia, a seguito di un intervento dei carabinieri. Gli accertamenti tecnici richiesti dalla Procura indicano che la vittima aveva una patologia preesistente, aggravata dal consumo di cocaina. Il 57enne era stato raggiunto da due scariche del dispositivo in dotazione d’uso all’Arma dei Carabinieri, che era intervenuta ad agosto alla periferia di Olbia.
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Dalle indagini è emerso che i militari avevano agito seguendo i protocolli previsti, avvertendo più volte la vittima prima di ricorrere al taser. Essi erano intervenuti perché il 57enne aveva dato in escandescenze e aveva aggredito anche i carabinieri, che sono stati indagati per omicidio colposo in seguito alla morte di Demartis.
Questi nuovi elementi conducono l’inchiesta verso una fase decisiva, con la difesa dei militari coinvolti che sottolinea la piena legittimità della loro condotta. I legali si dichiarano fiduciosi in una rapida archiviazione del caso, ritenendo che i risultati scientifici abbiano ormai chiarito l’assenza di responsabilità da parte delle forze dell’ordine.
