Per il turismo in Gallura si registra un calo di presenze in alta stagione.
L’estate 2025 non ha rispettato le aspettative per il settore del turismo in Gallura. Dopo un avvio promettente a giugno, con numeri in forte crescita rispetto all’anno precedente, luglio e agosto hanno registrato un calo tra il 10 e il 15% delle presenze nelle strutture alberghiere. Un dato che ha sorpreso gli operatori, considerato che le previsioni primaverili indicavano un andamento molto positivo.
Le difficoltà del comparto.
Fabio Fiori, presidente dell’associazione degli albergatori olbiesi, ha spiegato a La Nuova Sardegna che i motivi principali della flessione sono legati alla diminuzione dei turisti italiani, penalizzati dal calo del potere d’acquisto. A pesare anche l’aumento dei costi dei trasporti aerei e navali, che ha spinto molti viaggiatori a scegliere mete più vicine o a ridurre i giorni di permanenza in Sardegna.
Un nuovo approccio alle vacanze.
Secondo Fiori, sta cambiando anche il modo di concepire le ferie: sempre più persone evitano il periodo centrale dell’estate, preferendo prenotare in primavera o in autunno per contenere i costi. L’affollamento delle spiagge e i disagi legati alla viabilità nelle settimane di alta stagione hanno contribuito a rafforzare questa tendenza.
La stagione del turismo in Gallura salvata dai mesi di spalla.
A bilanciare le difficoltà di luglio e agosto sono stati i cosiddetti mesi di spalla. Giugno ha fatto registrare dati record, sostenuti anche dai grandi eventi come il mondiale di rally e dal potenziamento dei voli sull’aeroporto di Olbia Costa Smeralda. Settembre sta confermando numeri molto positivi, in linea con quelli del 2024, e le previsioni indicano una possibile crescita anche per ottobre.
