Maestra di canto a processo per violenza sessuale in Gallura.
Una maestra di canto avrebbe violentato la sua piccola allieva in un paese della Gallura. La donna, finita a processo, rischia una condanna a 9 anni di carcere, richiesta oggi dalla Pm Noemi Mancini, al termine della della requisitoria, mentre il processo si svolgerà, davanti al tribunale in composizione collegiale, il 9 luglio.
I fatti.
La denuncia risale al 2018, quando la ragazzina, all’epoca 13enne, si era confidata con i genitori, rivelando loro gli abusi sessuali da parte della sua insegnante di canto del coro parrocchiale, oggi 57enne. Stando alle accuse, la maestra avrebbe inviato messaggi con lusinghe e apprezzamenti alla bambina, guadagnandosi la sua fiducia.
Un giorno, nel luglio del 2018, con la scusa legata alle lezioni di canto, avrebbe convinto la presunta vittima ad andare a casa sua. In questa occasione, l’insegnante l’avrebbe baciata con la forza e poi l’avrebbe spinta sul divano, spogliandola e toccandola. La bimba, molto scossa, aveva raccontato tutto ai suoi genitori ed è partita la denuncia con le indagini.
Contro la donna ci sono messaggi e il referto della visita medica che mostra i segni degli abusi sul corpo della 13enne. La bimba è stata sentita in incidente probatorio, avvenuto nel tribunale di Cagliari, dove raccontato tutto l’orrore, confermando così le accuse. La difesa, invece, contesta le accuse e sostiene che la maestra di canto non ha abusato della bambina. La 57enne era stata rinviata a giudizio nel 2020 dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Cagliari. Il procedimento è stato poi spostato al tribunale di Tempio per competenza territoriale.
