Paolo Fresu e quel 3 al Conservatorio, l’errore di un docente di tromba

Sul Corriere Paolo Fresu ricorda il Conservatorio, Berchidda e Capriccioli.

Paolo Fresu al Corriere della Sera ha raccontato la sua vita di musicista, ma anche di un docente del Conservatorio che non ci ha visto lungo. Il 63enne di Berchidda ha ripercorso il suo successo, nato dalla sua passione per la musica, cominciata con l’inizio degli studi al Conservatorio di Sassari. Lì l’incontro con un professore di tromba che non aveva decisamente compreso il suo talento, assegnandogli un 3. “Non l’ho più rivisto – ha spiegato al Corriere -. Aveva più o meno la mia età, pretendeva che gli dessi del lei e allora lo pretendevo pure io. Non legammo“.

Dopo quella stroncatura, la decisione di trasferirsi al Conservatorio di Cagliari e da lì la sua carriera e le sue abilità artistiche sono decollate. Il 63enne trombettista di Berchidda nell’intervista rivela quale sia il suo mare preferito. “Capriccioli, dove andavo da bambino – ha risposto Fresu -. Ho imparato a nuotare da grande, so appena stare a galla. Noi di Berchidda non siamo gente di mare, il pesce arrivava una volta alla settimana. Le volte che andavo con i miei genitori erano gite epiche. Ci portavamo la pasta, l’anguria, prima di fare il bagno dovevo aspettare tre ore ed era già il momento di rientrare, un altro viaggio. Odiavo il mare. Oggi amo Cala Banana e il mare di Alghero”.

A proposito del suo celebre festival Time in Jazz di Berchidda ha ricordato suo padre che non si perdeva una serata. “E commentava: “Questo mi è piaciuto, questo non lo invitare più”. Alla prima edizione, nel 1988, faceva così freddo che lui girava tra il pubblico con un bottiglione di acquavite. Quando è mancato, 10 anni fa, i volontari del festival hanno deciso di tenere vuota la sua sedia“.

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