Fino a 20mila euro di contributo nei piccoli comuni, in Gallura è polemica: “Soldi buttati”

luras

Finanziate le attività produttive in comuni con meno di 3mila abitanti.

La Regione interviene con 60 milioni di euro nel triennio per favorire le attività economiche nei Comuni sotto i 3 mila abitanti, risorse che si aggiungono ai 45 milioni destinati sempre per le tre annualità all’acquisto e la ristrutturazione delle prime case.

Si tratta di disposizioni in materia di contrasto allo spopolamento che riguardano le attività economiche. Ogni nuova attività aperta e ogni trasferimento di attività nel territorio dei Comuni con una popolazione inferiore ai 3.000 abitanti riceverà un contributo a fondo perduto pari a 15mila euro, che diventano 20mila in caso di nuove assunzioni.

“Nel corso della legislatura e con l’ultima manovra finanziaria la Regione ha definito il quadro strategico delle misure volte a contenere e contrastare il fenomeno dello spopolamento incentivando da un lato i residenti a non abbandonare il loro territorio e dall’altro rilanciando l’economia e incrementando i consumi al fine di poter fornire i servizi necessari per attrarre nuovi residenti”, ha spiegato il presidente della Regione Christian Solinas. “La misura tesa a supportare lo sviluppo imprenditoriale nei piccoli comuni rientra nella pluralità degli interventi a cui stiamo dando corso. Per la prima volta si mettono in campo risorse vere e certe necessarie affinché la Sardegna possa combattere con forza e decisione lo spopolamento dei territori e l’isolamento”, ha concluso Solinas.


“Le analisi effettuate evidenziano il permanere di un progressivo spopolamento nelle aree non urbane – spiega l’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino –. Oggi possiamo pensare a una rinascita dei piccoli Comuni perché diamo la possibilità alle famiglie ed alle imprese di vivere appieno quelle realtà territoriali che a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’esodo giovanile rischiano di morire”.

Alla fine del 2022 è prevista una valutazione per verificare dove si sono localizzate le nuove attività ed eventualmente cercare di indirizzare nuove attività nei territori meno coperti della Sardegna.

Il provvedimento è stato accolto tiepidamente in uno dei comuni galluresi interessati, Luras, che attualmente ha una popolazione inferiore ai 2500 abitanti.

Potrebbe essere d’aiuto per gli abitanti del posto – afferma Mauro Giovanni Cubeddu, enologo locale – soprattutto per giovani che desiderano avviarsi un lavoro. Un piccolo aiuto, se fosse disponibile anche per il settore dell’agricoltura, trainante in questo territorio, ma spesso escluso da questo tipo di provvedimenti“.

“Il provvedimento è fresco, gli uffici comunali non sono ancora stati coinvolti. Va bene incentivare l’arrivo di nuove persone nei piccoli centri, ma è fondamentale non far scappare quelle che già ci sonoafferma obiettivamente e pacatamente il sindaco di Luras Mauro Azzena -. Potrebbe essere un provvedimento inefficace, inutile per contrastare lo spopolamento. Il principale dei nostri problemi sono le strade. Collegare i piccoli centri dell’interno con le strade per la costa è fondamentale, dimezzare l’ora necessaria per raggiungere il pronto soccorso, il tribunale a Tempio o il posto di lavoro a Olbia, non costringerebbe i nostri giovani ad andarsene, e forse attrarrebbe abitanti dai grandi centri per la migliore qualità della vita. E’ la madre di tutte le nostre battaglie e renderebbe più efficace anche questo provvedimento. Senza una viabilità adeguata siamo destinati a scomparire e gli altri provvedimenti potrebbero essere soldi buttati, nonostante i buoni propositi, o difficilmente utilizzati. I romani quando conquistavano un territorio, per prima cosa facevano le strade, che sono rimaste fino ai giorni nostri. Chi aprirebbe un negozio dove non c’è utenza? Quale business plan darebbe riscontro positivo? Rimani aperto uno, due anni? Poi però devi chiudere, e diventano soldi buttati“.

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