Quanto vogliamo bene alla Gallura nella Giornata mondiale della Terra – I DATI

Il rispetto dell’ambiente a Olbia e Gallura.

Oggi è la Giornata Mondiale della Terra, nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difesa del Pianeta. Ma a che punto è la Gallura sulla consapevolezza del rispetto dell’ambiente? L’analisi partendo dalla differenziata, alle politiche ambientali e alla sensibilità dei cittadini.

I dati della Gallura.

Recentemente è uscito il rapporto di Legambiente sui comuni “ricicloni”, dove l’Isola si è piazzata al secondo posto per quanto riguarda la raccolta differenziata (73% dei comuni svolgono il servizio). Nella classifica dell’ultima edizione in Gallura, i dati sulla raccolta differenziata premiano Budoni, con l’84,9% di abitanti che svolgono il servizio, mentre negli altri comuni i dati sono distribuiti così: 76,6% a Olbia, a Palau 71,1%, San Teodoro 73,1%, Santa Teresa 70,4%, Loiri 70,4%, La Maddalena 71,0%, Tempio 70,4%, Arzachena 79,4%. Male per Golfo Aranci 64,3%, Padru 60,0%, Trinità D’Agultu 64,0%, abbondantemente sotto la soglia minima del 70%.

Il mondo del volontariato.

Tuttavia, la Gallura e sopratutto Olbia soffrono per la presenza di discariche abusive che sorgono un po’ dappertutto e si divide tra l’inciviltà di molti e i tantissimi movimenti che hanno trovato adesioni anche nel territorio. Uno di questi è Plastic Free, un’associazione italiana attiva in molti comuni, tra questi Olbia. Quest’ultima è la città più attiva dell’Isola, con il susseguirsi di iniziative nel 2021 per pulire i numerosi siti inquinati.

L’importanza della pianificazione.

“Quest’anno abbiamo fatto cinque incontri – ha detto Francesca Carone, referente di Olbia –, e a ogni appuntamento si sono presentate sempre più persone. Da 7 del primo a 120 dell’ultimo appuntamento, quello di Lido del Sole”. Nemmeno con il lockdown Plastic Free si è fermato. Anche Legambiente organizza le giornate ecologiche a Olbia e in Gallura, con appuntamenti di pulizia di spiagge e siti dove maggiormente si accumulano i rifiuti. C’è anche chi si è arreso, come l’associazione VelaPuliamo, che non ha trovato molto coinvolgimento.

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