Tamponi e test, le armi per scovare il coronavirus spiegate dal Mater Olbia

I metodi per rilevare il Covid spiegate dal Mater Olbia.

Per rilevare l’infezione da SARS-CoV-2, responsabile di COVID-19, sono al momento disponibili diversi tipi di test che però non hanno la stessa affidabilità ed efficacia: ne parliamo con il professor Giovanni Delogu, Direttore del Laboratorio Analisi del Mater Olbia Hospital e professore Associato di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Per decidere quale test eseguire è discriminante conoscere la finalità per la quale si vuole eseguire il test.

Se si intende rilevare se si è Covid-19 positivi il test più affidabile per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è il test molecolare eseguito sul tampone rinofaringeo esaminato in laboratorio attraverso la metodica molecolare di amplificazione genica che ricerca la presenza del genoma virale. L’analisi in laboratorio consente di individuare la presenza del virus SARS-CoV-2 con elevata sensibilità e pertanto un risultato negativo è fortemente indicativo di assenza di infezione. La rt-Real Time PCR è il “gold standard” per la diagnosi di COVID-19 e la rilevazione dell’RNA virale di SARS-CoV-2 da tamponi nasofaringei rimane il saggio di riferimento internazionale per sensibilità e specificità in quanto è in grado di rilevare il patogeno anche a bassa carica virale in soggetti sintomatici, pre-sintomatici o asintomatici. Per la complessità della metodica, la rilevazione di SARS-CoV-2 viene eseguita esclusivamente in laboratori specializzati con operatori esperti e il risultato può esser ottenuto non prima di 3-5 ore. è bene comunque sottolineare che durante il periodo di incubazione, che varia a seconda delle situazioni da un minimo di 2 giorni ad un massimo di 14 dopo l’esposizione al virus, il genoma virale potrebbe non essere rilevato dal tampone. Per tale ragione si consiglia di effettuare il tampone almeno 5 giorni dopo la presunta esposizione al virus e di interpretare i risultati sulla base del quadro clinico ed epidemiologico e sempre con l’ausilio del medico.

Professore esiste anche il tampone rapido, di cosa si tratta?

Il test antigenico rapido, o tampone rapido, fornisce una indicazione relativa alla presenza di proteine del virus nel tampone nasofaringeo. Hanno il grande vantaggio di poter fornire un risultato in tempi molto brevi, anche in 20 minuti. Sono disponibili in commercio diversi tipi di test antigenici che presentano sensibilità e specificità in alcuni casi molto diverse tra loro, che hanno inevitabilmente un impatto notevole sul grado di accuratezza e quindi di affidabilità. In generale, un test positivo è generalmente associato a presenza di infezione da SARS-CoV-2 e verosimilmente da elevata contagiosità. Viceversa, un esito negativo al test antigenico potrebbe non dare garanzie circa l’assenza di infezione da SARS-CoV-2. Infatti, numerosi studi hanno evidenziato una sensibilità inferiore dei test antigenici rapidi rispetto ai test molecolari: molti test antigenici generalmente individuano solo il 50% dei tamponi nasofaringei che risultano positivi al test molecolare. Pertanto, il rischio di registrare falsi negativi è elevato soprattutto nelle primissime fasi dell’infezione.

Il test antigenico rapido resta comunque un valido alleato per individuare i soggetti con infezione acuta e potenzialmente in grado di diffondere il virus ma a patto che sia garantita una regia esperta che sappia interpretare i risultati tenendo conto dei limiti dei test. E’ inoltre fondamentale assicurare la possibilità di verificare con metodi molecolari i risultati dubbi. Già dal mese di novembre 2020 il Mater Olbia ha introdotto nuove procedure interne che prevedono l’esecuzione di tampone antigenico rapido ai pazienti ambulatoriali che eseguono esami strumentali o che effettuano prestazioni con contatto ravvicinato a personale sanitario. Per coloro che devono procedere con ricovero, preferiamo eseguire il test molecolare.

E se invece volessimo verificare, in vista del vaccino o per semplice curiosità, la presenza di anticorpi?

Il test sierologico, effettuato tramite prelievo ematico, permette di scoprire se il soggetto è entrato in contatto con il virus e se il suo sistema immunitario ha prodotto anticorpi di risposta. La positività si manifesta solo dopo diversi giorni dalla comparsa dei sintomi ed è pertanto tardiva, il test sierologico non è quindi indicato per rilevare un’infezione in corso, per la quale è consigliato il test molecolare.

Come funziona lo sviluppo di anticorpi?

Durante l’infezione da virus SARS-CoV-2 vengono prodotti anticorpi contro le proteine N (nucleoproteina) e S (spike) del virus. Le immunoglobuline IgM sono generalmente le prime ad essere prodotte in caso di infezione mentre le immunoglobuline IgG possono essere prodotte contestualmente o subito dopo le IgM ma hanno la caratteristica di persistere in circolo per un periodo molto più lungo.  La ricerca nel sangue periferico di immunoglobuline IgM ed IgG rivolte contro le proteine N ed S è utile per verificare una pregressa infezione da SARS-CoV-2 o come ausilio per dimostrare un’infezione in corso.

Gli anticorpi diretti contro la proteina S sono quelli in grado di assicurare la protezione nei confronti del virus. Infatti, i vaccini sviluppati per contrastare il COVID-19 si basano sulla proteina S ed hanno l’obiettivo di indurre la produzione di IgG anti-S nel soggetto vaccinato. I soggetti immunizzati con il vaccino sviluppano una risposta anticorpale contro la sola proteina S. Pertanto, misurare la presenza di IgG dirette contro la proteina S può essere utile per dimostrare la presenza di immunità e quindi protezione derivante da pregressa infezione o da vaccinazione.

Abbiamo preparato uno schema esemplificativo per verificare la propria situazione. Spesso ci capita infatti di ricevere richieste di chiarimenti circa la rilevazione di un tampone negativo a fronte di sierologico positivo o viceversa. La spiegazione, per la quasi totalità dei casi, è chiarita con le fattispecie riportate in basso.

Durante una infezione incipiente o in incubazione, ad esempio, si può riscontrare un tampone positivo e tutti i test sierologici negativi, viceversa in periodo di convalescenza si possono avere i valori positivi dei sierologici e un tampone rapido/molecolare negativo. Come si diceva precedentemente è sempre bene farsi supportare da strutture accreditate e dal proprio medico di medicina generale.

Oltre al servizio Drive in tamponi che tipo di test è possibile eseguire al Mater Olbia Hospital?

oltre al già menzionato tampone molecolare che oramai supera le 25 mila unità analizzate, il nostro Laboratorio Analisi, che di recente ha ampliato le giornate di apertura al sabato mattina con orario 7.00 – 10.00, è in grado di analizzare tutti i tipi di test sierologici per la ricerca di anticorpi su sangue periferico mediante prelievo venoso (IgG anti-N; IgM ed IgG anti-S).

Tutte le informazioni sono disponibili sulla pagina dedicata del sito internet del Mater Olbia Hospital

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