La cerimonia dell’aeroporto di Olbia intitolato all’Aga Khan.
Non un omaggio simbolico, ma il riconoscimento di una visione capace di cambiare il destino di un territorio. Così la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha definito l’intitolazione dell’aeroporto di Olbia–Costa Smeralda al Principe Karim Aga Khan IV, nel corso della cerimonia ufficiale che si è svolta questa mattina a Olbia.
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“Oggi questo sentimento si traduce in un atto concreto e duraturo – ha detto Todde –. L’intitolazione dell’aeroporto di Olbia al principe Aga Khan non è un omaggio simbolico ma il riconoscimento pubblico di una visione che ha cambiato il destino di questo territorio e dell’intera Sardegna”. Una visione che, ha sottolineato la presidente, ha saputo coniugare sviluppo e tutela quando il turismo non aveva ancora l’importanza attuale: “La Costa Smeralda non è nata per lo sfruttamento del territorio, ma come progetto culturale, urbanistico ed economico insieme, fondato sul rispetto dei paesaggi e sulla qualità degli insediamenti”.
Al centro del discorso anche la nascita di Alisarda nel 1963, antesignana dell’attuale sistema dei collegamenti aerei: “Quando il principe Karim fondò Alisarda – ha ricordato Todde – non stava semplicemente creando una compagnia aerea, ma affermando un principio: la Sardegna non andava pensata come periferia, ma come centro”.
L’intervento di Meloni.
Alla cerimonia ha partecipato anche il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, che ha rimarcato il valore storico e identitario dell’intitolazione: “Riconosce una visione che ha inciso in modo profondo nella storia di questo territorio”. Secondo Meloni, l’Aga Khan “ha saputo immaginare una Gallura e una Sardegna capaci di dialogare con il mondo senza rinunciare alla propria identità”, traducendo quella visione “in investimenti, collegamenti, lavoro e sviluppo”.
Per entrambi, intitolare oggi l’aeroporto al Principe Aga Khan significa guardare al futuro. “Un aeroporto è una soglia – ha concluso Todde – è il primo e l’ultimo luogo che molti vedono della nostra isola. Dargli questo nome significa affermare che la Sardegna sceglie di dialogare con il mondo con identità, misura e ambizione”.
