La discussione in Consiglio comunale a Olbia.
Recapitate a diversi cittadini di Olbia notifiche di accertamenti sugli anni 2013-14 per mancati pagamenti o parziali dell’imposta Imu sulle aree fabbricabili nel piano di fabbricazione di zone D non convenzionate. A sollevare il caso in Consiglio comunale è stato il consigliere di Liberi e Uniti Marco Piro, intervenendo riguardo alle previsioni di gettito Imu su aree non edificabili.
“Molte di queste aree fabbricabili hanno subìto diversa destinazione d’uso – ha detto il consigliere Piro – alcune agricole, altre passate in zona H. L’amministrazione si è resa conto che queste aree erroneamente per diversi anni erroneamente sono state considerate edificabili”. La Giunta comunale, dal 2014 al 2018, ha deliberato per l’aggiornamento dei valori dal settore urbanistica ai fini dell’Imu, ma con le tariffe del 2003-05. “Qui il cuore della mia interpellanza è che questi valori sono anacronistici rispetto a oggi – ha spiegato il consigliere – perché non tengono conto dell’attuale crisi e deprezzamento aree per i vincoli idrogeologici, oggi buona parte della città ha dei vincoli che all’epoca non c’erano”.
La Commissione tributaria provinciale, per esempio, nel 2014 ha decretato che il valore dei terreni in zona F è pari a 5 metro quadro contro le 105 che sono state applicate in questi anni. “L’amministrazione di Olbia non ha tenuto conto di questo dispositivo – ha proseguito -, confermando i valori degli uffici tecnici ha determinato in quegli anni 105 mq per le F e 50 euro per le D non convenzionate. Se questa amministrazione intende revisionare queste stime tenendo conto della crisi economica e possibilità edificatoria”.
Il presidente del Consiglio comunale Giampiero Mura ha risposto che nell’interpellanza ci sono omissioni e imprecisioni. “Sono imprecisioni di natura urbanistica, perché quando si parla delle zone F si dice che tali aree siano solo formalmente edificabili in quanto prive di volumetria assegnata oppure non convenzionate – ha replicato -. Queste sono imprecisioni gravi perché l’articolo 30.7 attribuisce una volumetria a queste aree. C’è un regolamento che fa in modo che quelle aree siano individuabili come tale, ma è necessario un piano di lottizzazione di iniziativa privata in mancanza del quale non si può notificare. Se il privato fa il piano diventa edificabile. Le aree dentro il Pai (Piano di Assetto Idrogeologico) sono valutate al 50% rispetto al loro valore”. Quanto sulle aree in zona agricola il presidente ha detto che il Puc tiene conto del fatto che in 40 anni i proprietari non hanno manifestato l’interesse per edificare le aree.
