Olbia celebra la Giornata sulla fibromialgia
“Facciamo luce sulla fibromialgia” è lo slogan dell’iniziativa simbolica che il 12 maggio ha colorato di viola la casa comunale di Olbia e i piloni della sopraelevata. Ma se da una parte la luce illumina, dall’altra continua a mostrare un’ombra lunga: quella dell’assenza di riconoscimento istituzionale per una malattia che colpisce oltre due milioni di persone in Italia e che, ancora oggi, non compare nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
La Giornata Mondiale della Fibromialgia, giunta alla 33ª edizione, è stata anche quest’anno un’occasione per sensibilizzare e per chiedere, con voce sempre più stanca ma mai spenta, ciò che i pazienti aspettano da decenni: essere riconosciuti. Anche a Olbia, grazie al lavoro dell’associazione Fibromialgia News by CFU-Italia odv con le referenti Sabrina Pitzoi e Valentina Degortes, l’iniziativa nazionale “Mai più inVisibili” ha trovato casa. Le luci viola nel palazzo comunale e nei piloni della sopraelevata si sono accese alle 19:00. Un gesto simbolico, sì, ma fondamentale per chi ogni giorno lotta con dolori cronici, stanchezza estrema e il peso dell’incomprensione sociale.
Cos’è la fibromialgia?
La fibromialgia è una condizione cronica caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, disturbi del sonno, problemi cognitivi, cefalee, e un senso costante di affaticamento. Colpisce soprattutto donne tra i 20 e i 50 anni, ma non risparmia nessuno. Il suo problema principale? Non si vede. Gli esami clinici appaiono spesso normali, e per questo chi ne soffre viene spesso etichettato come ipocondriaco, esagerato, o peggio ancora: immaginario. La diagnosi resta esclusivamente clinica e ancora oggi il sistema sanitario nazionale non prevede percorsi agevolati, tutele specifiche, né esenzioni.
L’OMS l’ha riconosciuta nel 1992, ma lo Stato italiano, nel 2025, ancora no. La legge sul riconoscimento della fibromialgia giace in un cassetto, sostituita – secondo molte associazioni – da un compromesso al ribasso: il DDL 946, una proposta generica per tutte le malattie croniche e invalidanti. La delusione delle associazioni è palpabile, e il malcontento è sfociato in gesti estremi: come lo sciopero della fame, organizzato da gruppi di pazienti. Un grido silenzioso, ignorato dai riflettori della politica.
«Illuminare i monumenti può servire a risvegliare le coscienze», dicono le attiviste galluresi. Ma serve anche un cambio di rotta. La sezione locale dell’associazione è da anni in prima linea nel portare la voce dei pazienti dentro le istituzioni. Le luci lilla che hanno acceso la sera di Olbia non sono un punto d’arrivo, ma un modo per dire che esistono. E che non vogliono più essere lasciate in ombra.
Sabrina Pitzoi e Valentina Degortes hanno ringraziato il Comune di Olbia per aver accolto la proposta e raddoppiato gli spazi di visibilità, con la doppia illuminazione del ponte e della Casa Comunale. «Un gesto concreto di vicinanza» – commentano le attiviste.
Un ringraziamento speciale va all’assessora ai Servizi Sociali Simonetta Lai e alla consigliera comunale Maria Antonietta Cossu, che con il loro impegno e la loro presenza hanno manifestato solidarietà all’associazione e a tutti i fibromialgici.
