C’erano una volta piazza Crispi e il vecchio lungomare di Olbia: il racconto attraverso foto d’epoca e i ricordi di chi c’ha vissuto

La caserma dei vigili del fuoco. Foto di Giovanni E.

Dai pini di piazza Crispi al lungomare di Olbia.

Il nuovo lungomare di Olbia è attesissimo, ma pochi dimenticano i ricordi che legano i cittadini a questa zona. Per tantissimi piazza Crispi è ancora la “piazzetta con la pineta”. Chi ha avuto la fortuna di vivere la piazza, almeno tra gli anni ’80 e ’90, se la ricorda così: pini che recintano tutta l’area e seguono tutto il viale Redipuglia e via Genova.

Qualcuno, nostalgico, ricorda la sua infanzia passata sbucciandosi le ginocchia, inciampando tra le radici degli alberi che deformavano il cemento rosso. Chi addirittura si costruiva la casetta tra i rami. Ma anche il luogo dove si giocava a pallone o si andava con la bicicletta. E c’era anche chi entrava col motorino a saltare sui dossi, creati dalle radici dei pini.

Il mercato rionale del martedì in piazza Crispi c’era già negli anni Settanta. Nelle giornate di Maestrale i bambini raccoglievano le monetine e gli oggetti che gli ambulanti perdevano quando finivano la loro giornata di lavoro. “I pini sono stati piantati nella prima metà degli anni 50. Io avevo circa 5 o 6 anni”, racconta un olbiese. 

Negli anni ’50, la piazza era “sterrata” e sabbia del mare arrivava fino all’ex caserma di vigili del fuoco. I lavori di banchinamento di via Redipuglia risalgono infatti agli anni ’60. Piccole imbarcazioni attraccate fino al “ponte di ferro”: erano le barche che usavano i pescatori che si affacciavano su via Redipuglia. Là c’erano tantissime case dei pescatori a ridosso del mare. Era come avere una spiaggia all’interno della città.

Dopo i lavori di banchinamento della “spiaggia” è stato realizzato il primo lungomare della città. Quello con le palme, più o meno come lo conosciamo oggi. Era la fine degli anni Sessanta. Il viale dei pini partiva da via Genova e si estendeva fino a via Principe Umberto (fino all’Hotel President). A causa dei danni che gli alberi crearono con le radici, tra gli anni ’90 e il 2000 sono stati sostituiti da altre palme e nuovi marciapiedi.

Il destino della piazza fu lo stesso: via i pini, sostituiti dai carrubo e una nuova pavimentazione al posto di quella danneggiata. Gli unici superstiti si trovano nelle aiuole in via Redipuglia, ma ancora per poco.

 

 

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