Il nuovo volto del Molo Brin, una darsena per mega yacht.
A pochi passi dal centro storico di Olbia, il Molo Brin si prepara a cambiare volto. Con un investimento complessivo di oltre 6,5 milioni di euro, l’area sarà trasformata in una darsena per mega yacht, destinata a ospitare imbarcazioni di lusso fino a 150 metri di lunghezza. Un progetto ambizioso, affidato alla società Quay Royal Olbia S.r.l., che segna una svolta per il settore nautico della città e per il rapporto tra il porto e il tessuto urbano. A illustrare i dettagli sono gli ingegneri Gian Paolo e Andrea Ritossa, con sede a Cagliari, progettisti dell’opera e autori di alcune delle più importanti infrastrutture portuali della Sardegna, tra cui le marine di Porto Cervo, Poltu Quatu e Olbia.
Secondo il piano approvato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, la nuova darsena offrirà 17 ormeggi con le seguenti caratteristiche: due posti barca per imbarcazioni fino a 45 metri, otto posti barca fino a 65 metri, due posti barca fino a 85 metri, quattro posti barca fino a 105 metri e un ormeggio per yacht fino a 150 metri, situato sulla testata del molo.
“Olbia ha una posizione strategica nel Mediterraneo”, spiega l’ingegner Ritossa. “Con questo progetto si colma una lacuna infrastrutturale, creando un’offerta che attirerà yacht di grandi dimensioni e un indotto significativo per l’economia locale. Il progetto prevede una riqualificazione e valorizzazione di uno spazio di interfaccia porto/città che rappresenta forse il principale affaccio del centro storico sul mare. E’ da sottolineare come tutti gli spazi ed i servizi saranno aperti ai cittadini che potranno pertanto beneficiare di uno spazio di alta qualità. Il progetto prevede l’ormeggio di grandi navi da diporto che costituiscono le unità che generano le maggiori ricadute economiche sul territorio in quanto si tratta utenti alto spendenti, sia nei momenti di transito che nelle permanenze stanziali”.
L’area, attualmente destinata ad attracchi commerciali, sarà completamente riqualificata con nuove pavimentazioni in granito, un sistema di fornitura idrica ed elettrica dedicato alle imbarcazioni e un calpestio in legno esotico, più resistente agli agenti marini.
Al di là dell’aspetto urbanistico, la realizzazione della nuova marina è destinata a incidere in modo significativo sull’economia locale. Secondo uno studio condotto da The European House Ambrosetti per Genova for Yachting, la presenza di un superyacht genera sul territorio ricadute economiche di 6.397 euro al giorno per imbarcazioni tra 36 e 50 metri, 18.843 euro al giorno per yacht tra 51 e 74 metri, 45.154 euro al giorno per unità tra 75 e 89 metri, 40.329 euro al giorno per imbarcazioni oltre 90 metri. “Non si tratta solo di ospitare yacht di grandi dimensioni – sottolinea l’ingegner Andrea Ritossa -, ma di creare un nuovo indotto di servizi che coinvolgerà aziende locali, dal brokeraggio nautico alla fornitura di beni e manodopera specializzata”.
Anche la fase di costruzione dell’opera porterà benefici all’economia locale, con l’impiego di imprese del territorio e l’utilizzo di materiali edili prodotti in Sardegna. Tra gli aspetti più rilevanti del piano c’è la volontà di mantenere il molo accessibile alla cittadinanza. “Abbiamo progettato un’area che non sia esclusivamente riservata ai diportisti – spiega Ritossa -. Il waterfront sarà riqualificato con spazi verdi, percorsi pedonali e una piazza sul mare, creando un punto di incontro per residenti e turisti”. Sul fronte ambientale, il progetto prevede, nello spazio che era del distributore di carburanti, l’installazione di un impianto per la raccolta delle acque di sentina e degli oli esausti, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ecologico della struttura. Non sono invece previste aree di manutenzione o rimessaggio a terra per le imbarcazioni, una scelta volta a garantire la compatibilità tra il nuovo hub nautico e il contesto urbano circostante.
Uno degli aspetti più discussi riguarda la riduzione dei parcheggi nella zona. A lavori conclusi, “una parte degli stalli sarà rimossa, ma la maggior parte sarà ripristinata”, spiegano i progettisti. “Abbiamo previsto una razionalizzazione degli spazi, con nuove sistemazioni urbanistiche e aree verdi”.
L’obiettivo dichiarato è garantire una migliore fruibilità dell’area, bilanciando le esigenze della nautica con quelle della città. Con l’inizio dei lavori imminente, il futuro del Molo Brin è ormai delineato. La nuova darsena per mega yacht porterà investimenti e nuove opportunità lavorative, contribuendo a rafforzare il ruolo di Olbia nel panorama nautico del Mediterraneo. Ma la trasformazione del waterfront solleva anche interrogativi. Il progetto riuscirà a coniugare sviluppo economico e vivibilità urbana? L’accessibilità degli spazi pubblici sarà garantita? Per ora, la sfida è aperta. Quello che è certo è che, nei prossimi anni, il volto del porto di Olbia sarà destinato a cambiare in modo profondo.

