Sposi storici a Olbia per le celebrazioni del Romanico: Elena di Gallura e Lamberto Visconti
Una giornata soleggiata ha accolto sul sagrato della basilica di San Simplicio di Olbia una coppia di sposi molto speciali: si è trattato di Elena de Lacon, che divenne Elena di Gallura non appena fu in età di regnare, e il pisano Lamberto Visconti. Il matrimonio, celebrato dal vescovo Filippone, si è svolto di fronte ad un pubblico interessato e partecipe della vicenda della giovane Elena. Non si è trattato, tuttavia, di un vero matrimonio. La cerimonia messa in scena ieri era una rievocazione storica, parte di un evento che ha fatto rivivere la storia della prima donna a regnare in Sardegna e una delle prime donne in Europa, organizzato con grande cura dall’associazione culturale Mediterrarte.
L’evento ha affascinato i presenti, coinvolgendoli in una rappresentazione che ha ricostruito un episodio cruciale per la storia della Gallura, in quanto proprio in questa occasione il giudicato di Gallura passò di fatto ai Pisani. Il pubblico, composto da curiosi e appassionati, ha seguito con interesse la celebrazione, che non si è trattata di un vero rito religioso, ma di una simbolica rievocazione storica. “Non volevamo inscenare un matrimonio autentico, ma riportare alla luce un frammento di storia locale”, ha spiegato uno dei membri dell’associazione Mediterrarte. “Volevamo anche far conoscere al pubblico la figura di Elena di Gallura, non solo come sposa, ma come leader e regina, capace di guadagnare rispetto in un’epoca dominata dagli uomini”.
L’assessora alla Cultura
La ricostruzione storica non ha solo rievocato il legame tra Elena e Lamberto, ma ha anche permesso ai partecipanti di immergersi nell’atmosfera dell’epoca. I costumi, accuratamente riprodotti Dall’associazione, erano fedeli alle vesti nobiliari del tempo, e le musiche antiche, eseguite con strumenti d’epoca, hanno contribuito a creare un’autentica cornice medievale. L’assessora Sabrina Serra, vicesindaca del comune di Olbia, ha affermato ai nostri microfoni “Olbia è uno dei comuni fondatori della Fondazione Sardegna Isola del Romanico, che intende valorizzare quel periodo storico con tutti i monumenti ad esso collegati, tra cui la sua bellissima basilica di San Simplicio. L’obiettivo è quello di far conoscere a tutti quel periodo storico”.
“La giornata del Romanico è stato un evento che ha saputo raccogliere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale della nostra città – aggiunge Serra -. Abbiamo esplorato la bellezza e la complessità dell’architettura romanica, immergendoci nelle storie, nei segreti e nelle tradizioni che rendono uniche le nostre chiese e i nostri monumenti”.
” L’Associazione Culturale Mediterrarte è stata felice di contribuire alla realizzazione di questa giornata che con nostro grande piacere ha suscitato grande interesse tra i nostri cittadini e i tanti turisti – ha dichiarato Federica Catasta -. Le visite guidate alla Basilica e alla necropoli sono state numerosissime, così come la partecipazione alla Rievocazione storica del matrimonio tra Elena de Lacon e Lamberto Visconti e le visite al campo medievale allestito di fronte al Museo Archeologico e curato dall’associazione culturale “Giudicato di Torres” che con i loro abiti curatissimi, i manufatti dell’epoca e le danze ci hanno trasportato direttamente nel Medioevo.Particolarmente apprezzati dai bambini sono stati il laboratorio di colorazione con le tinture naturali e lo spettacolo “Storie a Manovella” a cura di Civo Lerie”.
Oltre al “matrimonio“, la giornata ha visto altre attività legate al Medioevo. C’erano visite guidate gratuite alla basilica di San Simplicio e alla sua Necropoli. Nel villaggio medievale allestito nel parco fronte Museo Archeologico, insieme all’assessore Serra, grandi e piccoli hanno potuto sperimentare la vita nel periodo medievale. C’erano i racconti per i più piccoli, laboratori di disegno, preparazioni di erbe aromatiche, dimostrazioni di antichi mestieri e combattimenti medievali, armi e strumenti musicali di quell’epoca storica. Tutto ciò ha permesso ai partecipanti di toccare con mano la vita quotidiana dell’epoca.




