Strade deserte e tavolini ammassati, la “morte civile” nel cuore di Olbia

Il sindaco di Olbia interviene sui tavolini ammassati nelle strade deserte del centro

Con l’arrivo dell’inverno il centro di Olbia si svuota: strade deserte e tavolini ammassati, un silenzio che pesa come una condanna. È la “morte civile” di una città che, finita la stagione estiva, si ritrova con serrande abbassate e tavolini accatastati. Testimonianza di un vuoto che non è solo fisico, ma anche emotivo, come sottolineato dal sindaco Settimo Nizzi nel suo discorso al Meeting di Olbia. Il primo cittadino è pronto a rivoluzionare l’idea di decoro urbano, partendo dai tavoli e dagli ombrelloni abbandonati nel centro di Olbia.

Nizzi annuncia la linea dura

In un discorso dai toni frizzanti e schietti, con qualche battuta in vernacolo gallurese che ha fatto sorridere i presenti, Nizzi ha annunciato una linea dura nei confronti di quei locali che, chiusi per ferie o per lungo periodo, lasciano sedie, tavoli e ombrelloni negli spazi pubblici. La sentenza è chiara: “Lasci il caos? Ti dimezziamo lo spazio“. Il sindaco non nasconde il disappunto per l’attuale condizione del corso Umberto e di altre aree centrali della città, dove una desolante distesa di tavoli e sedie accatastate offusca l’immagine di una città turistica. Non proprio la cartolina perfetta per i residenti e i visitatori invernali: “Chi tratta gli spazi pubblici come fosse cosa sua, ha una scarsa sensibilità. Se i locali resteranno chiusi per più di venti giorni senza rimuovere tutto, perderanno la concessione“.

L’ordinanza comunale è sul tavolo da diverso tempo, e Nizzi assicura che quest’anno sarà fatta rispettare senza sconti. L’obiettivo? Non solo migliorare il decoro urbano, ma incentivare i locali a rimanere aperti anche durante la bassa stagione, mantenendo vivo il centro cittadino.

Dietro questo pugno di ferro, il sindaco guarda a un traguardo più ambizioso: trasformare Olbia in una meta turistica di qualità. Oltre agli esercenti, Nizzi punta il dito anche contro chi gestisce b&b o strutture extra-alberghiere, chiedendo standard più elevati “Non dobbiamo temere di chiedere cinque euro in più al cliente, ma quei cinque euro devono essere giustificati con servizi eccellenti. Non possiamo sottovalutare i turisti, altrimenti non torneranno”. Ma l’appello coinvolge tutti i cittadini: “La qualità inizia dalla pulizia. Non è accettabile che le strade siano sporche o che davanti ai locali ci siano sacchetti di rifiuti abbandonati”.

L’appello agli olbiesi

Non solo decoro urbano: tra le priorità del sindaco c’è anche la salvaguardia delle spiagge, vera ricchezza della città. Grazie a un accordo con l’università, Olbia ha avviato uno studio per monitorare la qualità degli arenili e pianificare interventi per la loro tutela. Nizzi lo dice chiaramente: “I cambiamenti richiedono tempo, ma abbiamo le idee chiare. Il mare è il nostro biglietto da visita, ma anche l’entroterra merita di essere valorizzato.” Tra una battuta in gallurese e qualche stoccata ben assestata, Nizzi lancia un appello alla città: “Se vogliamo che Olbia cresca, dobbiamo fare tutti un piccolo sacrificio, rispettare le regole e contribuire al benessere comune. Il turismo porta guadagni e maggiore benessere, ma richiede impegno. E no, non si può lasciare tutto in balia del caos, nemmeno i tavolini”
Sotto il pragmatismo del sindaco si nasconde una visione chiara: per Olbia non basta essere una meta affollata d’estate, ma serve costruire una destinazione di qualità, capace di accogliere con il sorriso, l’ordine e i servizi adeguati, tutto l’anno.

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