Tari, il Pd di Olbia chiede una modifica: “Perchè le famiglie pagano per i figli che studiano fuori?”

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Il PD di Olbia chiede la modifica del regolamento Tari.

Il Pd di Olbia, primo firmatario Gianluca Corda, ha protocollato in comune una mozione al presidente del consiglio comunale, al sindaco e al consiglio comunale per la modifica del regolamento per la disciplina della Tari (Tributo sui rifiuti) del Comune di Olbia per modificarne l’articolo 15, che costringe i genitori a pagare il tributo anche per i figli che studiano fuori, contandoli nel nucleo familiare.

“L’articolo 15 del suddetto regolamento – si legge nel comunicato – disciplina le modalità del calcolo degli occupanti le utenze domestiche. Esso prevede la determinazione per il calcolo del tributo che “il numero degli occupanti è quello del nucleo familiare risultante all’anagrafe del Comune”.

Cosa prevede il regolamento.

Infatti, il comma 2 dell’articolo 15 prevede le possibili situazioni di esclusione dal calcolo del nucleo per la determinazione dell’importo. Specificando che: “Sono considerati presenti nel nucleo famigliare anche i membri temporaneamente domiciliati altrove. Nel caso di servizio di volontariato o attività lavorativa prestata all’estero e nel caso di degenze o ricoveri presso case di cura o di riposo, comunità di recupero, centri socio-educativi, istituti penitenziari, per un periodo non inferiore all’anno, la persona assente non viene considerata ai fini della determinazione della tariffa, a condizione che l’assenza sia adeguatamente documentata”.

Le segnalazioni delle famiglie.

Gianluca Corda sottolinea di aver ricevuto numerose segnalazioni arrivate da più famiglie, i cui nuclei famigliari risultano composti da figli temporaneamente domiciliati altrove perché frequentanti l’università in altre città dell’isola e della penisola, con regolare contratto che attesta il pagamento in quei comuni del tributo sui rifiuti e che in città sono residenti un gran numero di giovani attualmente domiciliati come studenti fuori sede in altre città. “Dall’esame di numerosi Regolamenti sul tributo dei rifiuti anche di comuni della Sardegna – afferma Corda -, ad esempio Cagliari, Assemini, Sant’Antioco, Iglesias e della penisola, come sempre a titolo di esempio Termoli e Ragusa, risulta che nei loro regolamenti sulla tassa dei rifiuti, viene esplicitata la possibilità di non considerare ai fini della determinazione della tariffa i membri temporaneamente domiciliati altrove anche per attività di studio (si legga l’art.19 c.2 del Comune di Cagliari) oppure una “agevolazione del 20% della parte variabile della tariffa per le famiglie che comprendono nel proprio nucleo familiare uno studente universitario fuori sede” con determinate condizioni legate alla frequenza regolare e alla titolarità di un contratto di affitto (si legga l’art. 14 del regolamento del Comune di Assemini)”.

PD di Olbia: “Il non dovuto sia rimborsato”.

Pertanto, vista la norma che prevede che siano i comuni ad approvare i piani finanziari del servizio di gestione dei rifiuti urbani, le tariffe e i regolamenti della Tari e della tariffa corrispettiva entro il termine del 30 aprile di ciascun anno (c.d “sganciamento TARI”), il PD di Olbia chiede che gli organi competenti si impegnino a modificare a partire dal 1° gennaio 2025 il regolamento per la disciplina della Tari del comune di Olbia. Con l’inserimento nell’art.15 comma 2, tra le possibili situazioni di esclusione dal calcolo del nucleo per la determinazione dell’importo, anche quella dei motivi di studio fuori sede. In modo che sia esclusi dai nucliei familiari ai fini Tari tutti gli studenti frequentanti l’università in altro comune. Ovviamente, che siano in possesso di regolare contratto che preveda il pagamento del tributo nello stesso comune. Previa verifica da parte dell’ufficio tributi della effettiva sussistenza delle condizioni. I consiglieri di minoranza, inoltre, chiederanno la possibilità di introdurre delle forme di rimborso già dall’anno in corso.

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