Arrestato per una rapina, in casa aveva due spade nuragiche di 3.000 anni fa

Perquisizioni dopo una rapina, in casa trovano due spade votive nuragiche

Era stato arrestato per una rapina e durante le indagini i carabinieri hanno trovato in casa sua due spade votive nuragiche. I carabinieri di Cagliari nei giorni scorsi avevano arrestato due persone per una rapina a un centro scommesse di Sestu. Durante le ricerche del terzo malvivente, gli agenti hanno fatto una scoperta straordinaria nell’abitazione di uno degli arrestati. Due spade votive di epoca nuragica, risalenti al periodo compreso tra il XII e il IX secolo a.C. Per la rapina avvenuta nel centro scommesse di Sestu sono stati arrestati Paolo Todde, 63 anni, di Cagliari, e Florian Monni, 33 anni, originario di Irgoli e residente ad Assemini.

Nell’abitazione di Monni, durante le indagini per rintracciare il terzo complice, sono stati rinvenuti questi reperti di circa tremila anni. L’analisi delle spade è stata affidata alla Soprintendenza e al nucleo Tutela patrimonio culturale dei carabinieri. “Dopo una prima perizia preliminare, hanno confermato l’importanza storica dei due manufatti. Le spade, caratterizzate da un design specifico e realizzate per scopi rituali, sono state identificate come appartenenti alla civiltà nuragica. Un’importante realtà socioculturale dell’età del Bronzo in Sardegna”.

La valutazione degli esperti

“Gli esperti hanno evidenziato come la civiltà nuragica, fiorita a partire dal Bronzo Medio (1800-1350 a.C.), si sia distinta per le sue imponenti architetture monumentali. Tra cui nuraghi, tombe di giganti e i primi esempi di nuraghi a tholos. La fase di massimo sviluppo di questa civiltà si è verificata nel Bronzo Recente (1350-1150 a.C.), periodo in cui l’uso delle spade come offerte rituali, le cosiddette “spade votive”, era particolarmente diffuso. Questi oggetti erano spesso collocati nei santuari e nelle tombe di giganti, probabilmente come parte di un culto legato alla celebrazione delle armi e degli antenati, noto come oplolatria“. Nella casa di Assemini sono stati trovati anche 56 grammi di marijuana: Monni è stato quindi denunciato per ricettazione di beni culturali e per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

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