“Io, prigioniero della ASL in attesa di un tampone”. Lo sfogo di un calciatore.

Parla Scigliano, argentino dell’Ilvamaddalena.

Dopo il comunicato stampa in cui l’Ilvamaddalena ha denunciato l’assenza di qualsiasi misura di accertamento o contenimento da parte delle autorità sanitarie verso i componenti della squadra, a seguito della positività di un proprio tesserato e la sottoposizione di un altro tesserato alla quarantena fiduciaria per presunti sintomi da Covid-19, arriva lo sfogo di quest’ultimo, Julian Scigliano, 24 anni, argentino, da oltre un anno calciatore dei maddalenini.

Il difensore denuncia: “Col mio lavoro non posso più stare chiuso dentro casa. Sono da 19 giorni rinchiuso in casa aspettando che l’asl venga a farmi il tampone“.

Vittima della propria onestà e della burocrazia. “La sera del 22 di agosto ho accusato un po’ di stanchezza più forte dal normale, e raffredore. Penso che sia stata una botta di freddo presa il sabato stesso a cena – racconta il calciatore -. I sintomi persistono durante il giorno 23 e 24, quindi ho deciso di chiamare il dottore per farmi l’impegnativa e così potermi sottoporre al test del tampone. Ma siccome io sono di passaporto spagnolo, non posso richiedere il medico a casa. Burocrazia italiana. Mi avvicino al pronto socorso, dichiaro i miei sintomi, che a quel punto stavano già passando. Ma per correttezza e per la sicurezza di chi ho intorno e del paese dove vivo, mi è sembrato giusto farmi fare un tampone. Mi hanno ordinato 14 giorni di quarantena fiduciaria, assicurandomi che in questi giorni sarebbero venuti a farmi il tampone a casa. Giorno uno passato, giorno due anche, e così gli altri. Sveglia tutti i giorni alle 8 del mattino per aspettare un benedetto tampone che non è mai arrivato“.

Invece, sono arrivate le dicerie in paese, con le malelingue che si sono scatenate. “Tante false notizie sulla mia persona.”È vero che sei arrivato con crisi respiratoria al pronto socorso?”, “Hai la febbre a 42?”, “C’è l’argentino positivo al coronavirus” e ancora “è positivo, tampone fatto, 100% confermato”. Tutto falso. Dopo il giorno 4 io non avevo più sintomi, tutto passato, stavo e sto bene. E meno male, perche nel caso in cui avessi preso il coronavirus, avrei potuto morire sul letto senza risposta di nessuna entità. La mia quarantena, in teorìa è finita. I 14 lunghi e sofferti giorni sono passati. Senza risposta. L’unica cosa che ho fatto durante questi giorni è chiamare tutti i numeri possibili che ho trovato su google per chiedere informazione, nessuno risponde. L’unica cosa che ho ascoltato da parte dell’autorità è stata: “anche se hai finito la quarantena stai a casa, senza tamponi non puoi uscire”. Ma se non me lo vengono a fare e io non posso uscire per andare a farmelo fare, quando potrò uscire di casa? Perchè dopo i 14 giorni di quarantena devo stare ancora a casa? Come cittadino io sento di aver eseguito pienamente il mio dovere ed aver seguito tutti i protocolli, con tutte le misure di sicurezza imposte dalle autorità. Perchè le autorità non fanno la propria parte? Io mi sento abbandonato“.

Poi un messaggio ai concittadini. “Ai cittadini di La Maddalena dico di stare tranquilli, che non uscirò senza la certezza che non possa fare male a nessuno, anche se una parte di loro ha saputo solo parlare un po’ troppo male nei miei confronti. Voglio ringraziare tutti quelli che mi fanno sentire non abbandonato e a tutti quelli che si avvicinano con un messaggio di vicinanza, soprattutto ai segnori che mi stanno vicini dal giorno 1 di questo incubo, Giovanni Deleuchi e Valerio Pisano“.

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